Medicina in Biblioteca

Weblog della Biblioteca Medica “PINALI” Università degli Studi di Padova

Morte in culla: la causa potrebbe essere una disfunzione chimica cerebrale.

Pubblicato da giorgiobertin su Luglio 4, 2008

Un malfunzionamento nella regolamentazione delle sostanze chimiche cerebrali in particolare della serotonina può essere alla base della morte improvvisa dei lattanti (SIDS), che comprende tutte le morti improvvise dei bimbi sotto l’anno di età.

Una ricerca tutta italiana condotta dagli scienziati del Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare di Monterotondo (Roma) e pubblicata sulla presigiosa rivista Science, spiega come alterazioni dei livelli di serotonina  possono essere sufficienti a causare la morte improvvisa in topolini trangenici con difetti in una particolare regione neurale. La Serotonina è un neurotrasmettitore - un messaggero chimico - che aiuta il tronco cerebrale comunicare con le cellule nervose nel midollo spinale.
Studiando i topolini gli esperti sperano di far luce sui fattori di rischio della morte in culla e di capire meglio il fenomeno e le sue basi neurologiche. “Alla fine speriamo di poter dare ai medici uno strumento per diagnosticare i neonati a rischio di morte in culla”, ha detto Enrica Audero, tra i ricercatori che ha condotto lo studio.

Audero E, et al “Sporadic autonomic dysregulation and death associated with excessive serotonin autoinhibition” Science 2008; 321: 130-33.

Approfondimento: U.S. National Institute of Child Health and Human Development.

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Tè verde previene il rischio cardiovascolare

Pubblicato da giorgiobertin su Luglio 4, 2008

Il te’ verde previene e cura l’ipertensione era uno dei post di gennaio 2008 di questo blog; ora i ricercatori del Medical School di Atene in Grecia hanno dimostrato i vantaggi del tè a livello cardiovascolare.

Lo studio mette in evidenza che il tè verde migliora il flusso di sangue e la capacità delle arterie di rilassarsi, i vantaggi sarebbero attribuibili ai flavonoidi ed alla loro attività antiossidante. I miglioramenti della funzione endoteliale si è manifestato subito dopo l’assunzione. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica “European Journal of Cardiovascular Prevention & Rehabilitation“.

Leggi abstract: European Journal of Cardiovascular Prevention & Rehabilitation. 15(3):300-305, June 2008.

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Dieta mediterranea previene i tumori

Pubblicato da giorgiobertin su Luglio 3, 2008

La dieta mediterranea oltre a essere un importante ‘patrimonio culturale e immateriale dell’umanita”, e’ anche la ricetta giusta per prevenire tutti i tumori. Secondo uno studio coorte (28 572 participanti), effettuato da un gruppo di ricercatori della Harvard University e pubblicato sulla rivista British Journal of Cancer, la dieta mediterranea puo’ ridurre di un quarto il rischio di sviluppare tumori.

dieta mediterranea

I ricercatori coordinati da Dimitrios Trichopoulos, sostengono che chi abbraccia in toto la dieta mediterranea abbassa del 22 per cento il rischio di tumori. Chi la adotta parzialmente riduce invece quel pericolo del 12 per cento.

La dieta mediterranea si basa su tre ingredienti principali: l’olio extravergine, il vino e i cereali.

Leggi abstract: British Journal of Cancer 2008 - 99, 191–195. Published online 1 July 2008

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Vaccino HIV-AIDS: fase II di sperimentazione

Pubblicato da giorgiobertin su Luglio 2, 2008

Parte all’Istituto Superiore di Sanità “ISS T-002″, il protocollo di sperimentazione di fase II del candidato vaccino contro l’infezione da HIV-AIDS basato sulla proteina Tat di HIV-1 biologicamente attiva, ideato e sviluppato dal Centro Nazionale AIDS dell’ISS. Partecipano 10 centri clinici sull’intero territorio nazionale.
Lo studio sarà sostenuto da tre comitati indipendenti e ognuno con funzioni diverse:
un International Advisory Board, composto da 7 esperti di fama internazionale in campo immunologico, virologico e vaccinale che consiglierà strategie per il superamento di eventuali situazioni critiche;
un Data Safety Monitoring Board, formato da esperti in ambito HIV-AIDS, che garantirà la sicurezza dei partecipanti alla sperimentazione, attraverso il monitoraggio costante della stessa;
un Community Advisory Board, costituito da esponenti di Organizzazioni Non Governative operanti in ambito AIDS, che sin dalle fasi iniziali dello studio si affiancherà allo Sponsor con l’obiettivo di supportare l’operato ad esclusivo interesse dei pazienti.

I pazienti saranno arruolati presso i centri clinici e chiunque volesse richiedere informazioni relative ai trial può contattare il Telefono Verde AIDS dell’ISS, al numero 800.861.061 dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Il Telefono Verde è disponibile in 7 lingue.

Per approfondimenti sul vaccino è possibile consultare il sito web tematico dell’ISS al link:
Centro Nazionale AIDS

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Tumore al seno: nuova strategia terapeutica

Pubblicato da giorgiobertin su Luglio 2, 2008

Una ricerca tutta italiana condotta nei laboratori dell’ Università Sapienza di Roma dall’equipe del prof. Antonio Angeloni e pubblicata sulla rivista online PLos One ha stabilito che attraverso il blocco selettivo dell’espressione del KGFR, il recettore per il fattore di crescita dei cheratinociti (KGF), è  possibile il ripristino dell’efficacia del tamoxifene sul controllo della proliferazione delle cellule tumorali.

Il blocco del recettore KGFR, realizzato mediante la trasfezione di RNA interferenti su cellule di tumore della mammella, è stato in grado di ripristinare l’efficacia di farmaci antiblastici (capaci di inibire la crescita cellulare) come il 5-FU e molecole come il tamoxifene usato nella terapia ormonale, rendendo non più necessario il trattamento con altri farmaci.

Leggi articolo full text:
Silencing of Keratinocyte Growth Factor Receptor Restores 5-Fluorouracil and Tamoxifen Efficacy on Responsive Cancer Cells
——    formato pdf

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Relazione annuale sulle tossicodipendenze

Pubblicato da giorgiobertin su Luglio 2, 2008

Presso la sala stampa di Palazzo Chigi, il 25 giugno 2008, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, ha presentato alla stampa la “Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia per l’anno 2007“.

Punti salienti della relazione: Circa il 90% degli italiani disapprova il consumo di ogni tipo di droga, ritenendolo pericoloso per la salute delle persone. Circa l’uso di eroina: si stima che 15 persone su 1000 abbiano utilizzato la sostanza almeno una volta nella vita; di queste, almeno 3 su 1000 hanno assunto tale sostanza somministrandosela in vario modo; solo 1 su 1000 ne ha fatto un uso quasi quotidiano. Riguardo al consumo di cocaina: non si evidenziano sostanziali differenze con le rilevazioni del 2006.

Per saperne di più a riguardo, collegarsi al sito del Governo Italiano.

Link: Relazione 2007 in formato pdf

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Anticoagulante orale in alternativa all’eparina.

Pubblicato da giorgiobertin su Luglio 2, 2008

Sono stati pubblicati sull’ultimo numero della rivista New England Journal of Medicine due studi, RECORD1 e RECORD3 (Record - REgulation of Coagulation in major Orthopedic surgery reducing the Risk of DVT and PE), che hanno coinvolto più di 7000 persone e che possono realmente influire sulla pratica clinica. I pazienti erano stati sottoposti ad interventi di protesi d’anca e ginocchio ed erano ad alto rischio di sviluppare trombosi venosa profonda ed embolismo polmonare. I risultati hanno dimostarto una riduzione del rischio di eventi tromboembolici nel 70% dei casi utilizzando il rivaroxaban orale rispetto alla terapia standard con enoxaparina per 5 settimane.

Il rivaroxaban è in formulazione orale in alternativa all’eparina a basso peso molecolare somministrata per via sottocutanea o endovenosa.

I° studio: Rivaroxaban after Total Hip Arthroplasty

2° studio: Rivaroxaban after Total Knee Arthroplasty

Approfondimento:
Fonte Bayer - Research & Innovation:  Audio Podcast

Innovative protection against thrombosis Rivaroxaban is a novel substance currently in development for the prevention and treatment of thrombosis. It could revolutionize clinical practice.

6:35 min.

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Università di Padova: finanziato un progetto europeo sul cancro

Pubblicato da giorgiobertin su Luglio 2, 2008

L’obiettivo è quello di creare una nuova molecola per eliminare le cellule malate salvando le sane. E’ questo in sintesi il progetto del dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Padova, nato dall’idea della ricercatrice Elena Reddi, che l’Unione Europea ha ritenuto valido da meritare un finanziamento di novecentomila euro.

Lo scopo di questa ricerca è quello di migliorare l’efficacia e la selettività della terapia fotodinamica e di ottimizzare le tecniche di imaging dei tumori.

Il progetto che si intitola Targeted Nanosystems for Improving Photodynamic Therapy and Diagnosis of Cancer, in breve NANOPHOTO, durerà 36 mesi a partire dal primo luglio 2008. I partner europei coinvolti in NANOPHOTO sono i prestigiosi: University College London (UK), University of Ljubljana (Slovenia), Academic Hospital of Groningen (NL), Biolitec AG - Jena (Germania).

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Sclerosi Multipla: nei topi la protezione viene dal caffè.

Pubblicato da giorgiobertin su Luglio 1, 2008

Uno studio pubblicato in un articolo pubblicato sull’ultimo numero dei Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) evidenzia come la caffeina impedirebbe all’adenosina di legarsi al suo recettore cellulare con conseguente possibilità da parte dei linfociti T di raggiungere il sistema nervoso centrale e di innescare la cascata di eventi che porta nel topo all’encefalomielite autoimmune.

Ci vorranno ancora molti studi per poter confermare anche sull’uomo questa teoria e poter affermare che la caffeina agisce su diverse patologie autoimmuni, dal lupus all’artrite reumatoide e per la prevenzione della sclerosi multipla. “Si tratta di una scoperta inaspettata ed eccitante”, ha detto Linda Thompson coautrice dello studio - “e se si troverà una correlazione fra l’assunzione della caffeina e una sintomatologia meno aggressiva, potremo procedere a studi più mirati”.

Leggi abstract: Proc. Natl. Acad. Sci. Published online on June 30, 2008

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Colesterolo HDL basso è un fattore di rischio per la memoria.

Pubblicato da giorgiobertin su Luglio 1, 2008

Uno studio pubblicato sulla rivista Journal Arteriosclerosis, Thrombosis and Vascular Biology ha evidenziato il collegamento fra colesterolo HDL e memoria. La ricerca “Whitehall II study” ha permesso di esaminare i dati relativi a 3673 individui di età compresa fra 55 e 61 anni sottoponendoli a due test uno fra il 1997 e il 1999 e il secondo fra il 2002 e il 2004.

I pazienti con bassi livelli di HDL hanno mostrato un deficit di memoria nel 27% dei casi rispetto a chi ha livelli normali di colesterolo HDL durante il primo test e ha evidenziato deficit di memoria nel 57% dei casi rispetto ai pazienti con livelli normali di HDL durante il 2° test.

Leggi abstract: Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology Published onlin June 30, 2008

Fonte: Reuters Health

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Tumori: nuovo farmaco da un fungo e dalle nanotecnologie.

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 30, 2008

Un farmaco sviluppato grazie all’impiego delle nanotecnologie e ad un fungo che per caso ha contaminato un esperimento potrebbe costituire una nuova terapia contro diverse forme di tumore.

Lo scrivono alcuni ricercatori americani, dopo ricerche durate 20 anni e pubblicate sulla rivista Nature Biotechnology.

Il farmaco, chiamato lodamina, è stato messo a punto nel corso di uno degli ultimi studi condotti da Judah Folkman, il ricercatore statunitense, scomparso nel gennaio 2008, che fu il padre delle terapie basate sull’angiogenesi, mirate ad «affamare» il tumore frenando la crescita dei vasi sanguigni che lo nutrono.

Dagli esiti dei test condotti su topi da laboratorio, si è scoperto che il farmaco funziona contro diverse forme di tumore, compreso il cancro al seno, all’ovaio, alla prostata, al cervello, il neuroblastoma e i tumori all’utero.

Il farmaco modificato va dritto alle cellule tumorali e aiuta a distruggere melanomi e tumori al polmone, senza apparenti effetti collaterali, secondo quanto ha spiegato Benny, uno degli autori dello studio.

Leggi abstract: Nature Biotechnology Published online: 29 June 2008

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Mal di testa: la stimolazione magnetica come soluzione

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 28, 2008

Due interessanti studi sono stati segnalati presso il meeting scientifico annuale della “American Society Headache (AHS)” in corso a Boston.  Il primo studio, denominato  Occipital Nerve Stimulation for the Treatment of Intractable Migraine (ONSTIM), è stato presentato dalla Medtronic’s ® Synergy ed è un dispositivo di neurostimolazione del nervo occipitale che potrebbe diventare un trattamento per i malati di emicrania resistenti a tutte le altre terapie.

Il secondo T.M.S, Transcranial magnetic stimulation (Stimolazione magnetica transcranica) presentato dall’ Ohio State University Medical Center (video) è un apparecchio elettromagnetico non invasivo che viene appoggiato sulla parte posteriore del capo e trasmette brevi impulsi. Si basa sull’applicazione locale di un impulso magnetico che crea una corrente elettrica neuronale che interrompe di fatto l’aura prima che si sviluppi il mal di testa; questo in accordo con una recente teoria che vede la cefalea pulsante come il risultato di uno stato di ipereccitabilità neuronale.

Il trattamento non è invasivo e non sono stati riscontrati effetti collaterali. Una nuova speranza, dunque, per la moltitudine di persone colpite dal disturbo del mal di testa che in moltissimi casi è invalidante.

I due studi:

Medtronic Announces First Clinical Data on Occipital Nerve Stimulation for Chronic Migraine to be Presented at American Headache Society Meeting

Ohio State University Medical Center: Portable Device Effective in Zapping Away Migraine Pain

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Nuovo giornale free di urologia

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 28, 2008

Si chiama “UroToday internazionale Journal” ed ha un editorial board internazionale di tutto rispetto, una nuova rivista completamente free di urologia. Gli argomenti trattati,  esclusivamente a carattere scientifico e professionale, sono di urologia ed urologia oncologica orientati agli urologi di tutto il mondo stimabili in 55000.

Non vi è alcuna tassa di registrazione in quanto il giornale è open access ed è possibile presentare o pubblicare un articolo a seguito dell’accettatzione da parte del Comitato editoriale. Tutti gli articoli saranno soggetti ad un rigoroso programma peer-review e a breve indicizzati dalla banca dati PubMed.

Il primo fascicolo di giugno 2008 contiene i lavori del “4th International Consultation on Incontinence (ICI)” che si tiene a Parigi il 5-8 luglio  2008. In particolare:

ICI 2008 Abstracts - Overactive Bladder: treatment, epidemiology, basic science
ICI 2008 Abstracts - Stress Incontinence, Pelvic floor, Prolapse
ICI 2008 Abstracts - Methods, Techniques, Diagnosis
ICI 2008 Abstracts - Incontinence, Treatments

Accedi alla rivista : http://www.urotodayinternationaljournal.com,

Scarica il programma della conferenza: ICI Program PDF

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Antinfiammatori riducono il rischio di Alzheimer

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 27, 2008

I farmaci antinfiammatori non steroidei potrebbero prevenire la malattia di Alzheimer. Uno studio condotto da ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora (Usa) dimostra come assumere questi medicinali, quali ad esempio aspirina, ibuprofene o naprossene, possa ridurre del 23% il rischio di sviluppare questa demenza rispetto a chi non prende mai antinfiammatori del genere.

Le rilevazioni sono state fatte su un campione di 13.500 persone coinvolte in un totale di sei studi. Si tratta dunque di uno studio di coorte che supporta i risultati riportati da un altro studio della Boston University che aveva dato risultati simili.

Leggi abstract University di Baltimora : Neurology, Jun 2008; 70: 2291 - 2298.

Leggi abstract Studio Boston University: Neurology, May 2008; 70: 1672 - 1677.

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Scoperta proteina che rigenera i muscoli danneggiati.

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 27, 2008

Un team di ricercatori dell’Università di Sbarro di Philadelphia e dell’Università di Siena, hanno scoperto un nuovo ruolo della proteina cdk9-55 nella rigenerazione dei muscoli e nel differenziamento cellulare.

Cristina Giacinti, ricercatrice dello Sbarro Institute e del Dipartimento di Istologia ed Embriologia Medica e dell’Università di Roma “La Sapienza” spiega: “Somministrando la proteina cdk9-55, o il gene che la codifica, si può indurre la rigenerazione del tessuto muscolare danneggiato“. La scoperta porterà importanti implicazioni per la rigenerazione muscolare in seguito ai danni prodotti da malattie, infortuni, malattie genetiche, cancro e malattie dell’invecchiamento”.

Leggi abstract: Journal of Cellular Physiology Volume 216 Issue 3, Pages 576 - 582

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Veneto: Programma regionale per lo studio dell’invecchiamento

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 27, 2008

Sarà il Veneto la regione che attraverso la realizzazione di un Programma Regionale per lo Studio dell’Invecchiamento e della Longevità (PRIL) studierà e affronterà il problema dell’aumento degli anziani nella società. L’iniziativa, proposta dal Centro di Ricerca sull’Invecchiamento (CESI) del CNR, verrà attuata dall’Azienda Ospedaliera di Padova, avrà una durata triennale, ed è stata approvata e finanziata dalla Giunta regionale.

“Questo Programma Regionale potrà fornirci un quadro dettagliato della situazione, sia in termini di analisi socio-demografica, sia di epidemiologia delle principali malattie cronico-degenerative, per arrivare a nuove proposte operative in tema di prevenzione, assistenza e cura dell’anziano” afferma l’ Assessore alla Sanità della Regione Veneto, Sandro Sandri. La responsabilità scientifica è stata affidata al Prof. Stefano Crepaldi.

Comunicato stampa 1038 del 26/06/2008

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Test genetico per scoprire il tumore al seno

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 26, 2008

Una ricerca pubblicata oggi sul New England Journal of Medicine afferma che un semplice test genetico fatto sulle donne potrebbe dire loro se è probabile o improbabile che contraggano il cancro al seno. I ricercatori affermano che ci sono sette varianti genetiche ad alto rischio come ad esempio i geni BRCA1 e BRCA2 - che sono state scoperte nella donna con rischio di cancro al seno.

Gli scienziati dicono che attraverso questo test, fatto intorno ai 30 anni, permetterebbe di individuare se la donna è ad alto o basso rischio. Basso rischio non significa assenza di rischi. Le varianti finora scoperte probabilmente sono ancora molto poche ripstto a tutte le componenti genetiche del tumore della mammella; ci vorranno ancora molti anni per completare il lavoro come afferma il direttore del Cancer Research UK’s Research Institute di Cambridge presso l’università autore principale della ricerca.

Leggi full text: NEJM Volume 358: 2796-2803 June 26, 2008 formato pdf

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NICE: linee guida sulla psoriasi, sull’obesità, sui farmaci

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 26, 2008

The National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE) ha pubblicato il 25 giugno 2008 le linee guida (in formato pdf):

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NICE: linee guida sulle varici esofagee, sulla cataratta, sul prolasso vaginale, sul tumore testa-collo

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 26, 2008

The National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE) ha pubblicato il 25 giugno 2008 le linee guida (sono in formato pdf):

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Nuovo farmaco anti-angiogenesi in commercio

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 25, 2008

E’ stato pubblicato sulla gazzetta Ufficiale [G.U. della Repubblica Italiana n. 146 del 24 giugno 2008] il decreto per l’immissione in commercio del prodotto bevacizumab per i pazienti con tumore metastatico della mammella, del polmone non a piccole cellule e del rene, permettendo anche un  ampio utilizzo nel tumore del colon-retto in associazione a più regimi di chemioterapia.

Bevacizumab è il primo anticorpo monoclonale in grado di inibire la proteina VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor), uno dei mediatori chiave dell’angiogenesi, il meccanismo che consente al tumore di crescere e diffondersi nell’organismo. Il farmaco era già approvato dal 2004 dall‘FDA con il nome Avastin®.

Leggi: G.U. della Repubblica Italiana n. 146 del 24 giugno 2008

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Oms: linee guida per ridurre errori e rischi post-operatori

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 25, 2008

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha stilato una una check-list da passare in rassegna prima di effettuare qualsiasi intervento chirurgico in modo da ridurre così gli eventuali errori e complicazioni post-operatorie.

Quasi 100 esperti internazionali hanno contribuito alla stesura di queste linee guida, le fasi prese in considerazione sono: anestesia, incisione e il momento in cui il paziente lascia la sala operatoria.

Accedi al “WHO Guidelines for Safe Surgery - 1st Edition. available 25 June 2008“:

WHO surgical safety checklist [pdf 445kb]

Implementation manual [pdf 1.56Mb]

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Nuova tecnica per la sostituzione della caviglia senza metalli.

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 25, 2008

I pazienti affetti da grave artrite hanno ora un’opzione in più per la totale sostituzione della caviglia, si tratta dell’utilizzo di materiale biologico che offre una maggiore mobilità e quasi assenza di dolore e soprattutto senza utilizzo di metalli.

La nuova tecnica elaborata dal prof. Lee direttore della chirurgia del piede e della caviglia presso UCSD Medical Center di San Diego consiste nel ripristinare le funzionalità della caviglia con del materiale biologico simile al collagene approvato dalla FDA. ” A differenza di un dispositivo di metallo, il vantaggio di questo materiale è che l’impianto può essere personalizzato in termini di dimensioni, di contorno per ogni singolo paziente in funzione della forma della caviglia”.

Il materiale biologico (brevettato) è non allergenico e sterile in natura, non vi sono quindi rischi di rigetto o necessità per il paziente di prendere farmaci immunosoppressori.

Questa nuova tecnica con i risultati di uno studio saranno pubblica alla fine del 2008 sulla rivista “Journal of Foot & Ankle Surgery”.

Fonte: NewsWise Medical News

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Staminali dell’epicardio riparano il cuore infartuato

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 25, 2008

Staminali isolate nell’epicardio originano cardiomiociti che potrebbero riparare un cuore danneggiato da infarto. E’ questa la sintesi di una scoperta fatta per caso dall’equipe del prof. William Pu, del ‘Children’s Hospital’ di Boston e pubblicata sulla rivista “Nature“.

Le cellule prelevate dall’epicardio non solo possono mutarsi in cardiomiciti (cellule del muscolo cardiaco), ma anche cellule della muscolatura liscia, endoteliali, allineate all’interno dei vasi sanguigni. Il prossimo passo sara’ cercare di capire come “manipolare queste cellule progenitrici”, in futuro queste staminali saranno in grado di “riparare” un cuore danneggiato da un infarto.

Leggi abstract: Nature advance online publication 22 June 2008

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Trombosi: linee guida sulle terapie preventive e gestione

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 24, 2008

Sono state pubblicate nel supplemento di giugno della rivista “CHEST” le nuove linee guida (8th Edition) edite dal ACCP Evidence-Based Clinical Practice Guidelines dal titolo “Antithrombotic and Thrombolytic Therapy, 8th Ed: ACCP Guidelines“.

Queste nuove linee guida sono state sviluppate da un gruppo internazionale di 90 esperti e comprendono più di 700 raccomandazioni complete relative alla prevenzione, trattamento e gestione a lungo termine di disturbi trombotici. L’intero supplemento della rivista è stato dedicato a queste linee guida che comprendono capitoli sulla prevenzione e sul trattamento delle trombosi in donne in gravidanza e bambini, e sulla gestione pre-e post dei pazienti. Notevole il rafforzamento rispetto ai precedenti orientamenti relativamente all’uso di terapie preventive, tra cui l’aspirina.

Leggi abstract: CHEST:Volume 133/Number 6 suppl/June, 2008
Antithrombotic and Thrombolytic Therapy, 8th Ed: ACCP Guidelines

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Una variante genetica protegge il cuore

Pubblicato da giorgiobertin su Giugno 24, 2008

Uno studio, pubblicato sulla rivista  Journal of the American Medical Association (JAMA) ha evidenziato che una variante genetica del gene CETP, quello associato alla produzione del colesterolo buono (LDL), e’ correlata ad una minore incidenza di rischio cardiovascolare pari a circa il 5 per cento.

Questo significa che le persone che hanno questa particolare variante del gene hanno minori possibilita’ di morire a causa di infarti, ictus e altre malattie. Questa scoperta puo’ portare allo sviluppo di nuovi farmaci preventivi che possono essere assunti dalle persone che si trovano in questa particolare condizione.

Lo studio veramente grande è stato realizzato su un campione di 147.000 persone da un gruppo di ricercatori dell’Università di Newcastle (Regno Unito) e di Groningen (Olanda).

Leggi abstract: JAMA. 2008;299(23):2777-2788.

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