Un farmaco sviluppato grazie all’impiego delle nanotecnologie e ad un fungo che per caso ha contaminato un esperimento potrebbe costituire una nuova terapia contro diverse forme di tumore.
Lo scrivono alcuni ricercatori americani, dopo ricerche durate 20 anni e pubblicate sulla rivista Nature Biotechnology.
Il farmaco, chiamato lodamina, è stato messo a punto nel corso di uno degli ultimi studi condotti da Judah Folkman, il ricercatore statunitense, scomparso nel gennaio 2008, che fu il padre delle terapie basate sull’angiogenesi, mirate ad «affamare» il tumore frenando la crescita dei vasi sanguigni che lo nutrono.
Dagli esiti dei test condotti su topi da laboratorio, si è scoperto che il farmaco funziona contro diverse forme di tumore, compreso il cancro al seno, all’ovaio, alla prostata, al cervello, il neuroblastoma e i tumori all’utero.
Il farmaco modificato va dritto alle cellule tumorali e aiuta a distruggere melanomi e tumori al polmone, senza apparenti effetti collaterali, secondo quanto ha spiegato Benny, uno degli autori dello studio.
Leggi abstract: Nature Biotechnology Published online: 29 June 2008


