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AriSLA, l’Agenzia di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica

Pubblicato da giorgiobertin su novembre 22, 2008

Nasce AriSLA, l’Agenzia di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Costituita da Fondazione Cariplo, Fondazione Telethon, Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport e AISLA. L’obiettivo: offrire ai malati di SLA più speranze di cura e migliore qualità di vita, garantendo la migliore ricerca, che verrà sostenuta con un investimento pari a 1 milione di euro all’anno.

arisla

L’Agenzia metterà a punto strumenti dedicati esplicitamente al finanziamento della migliore ricerca scientifica predisponendo bandi di gara, attivando processi di selezione dei progetti di ricerca secondo i principi del peer review e metodologie di monitoraggio in itinere ed ex-post delle attività finanziate.
L’AriSLA si occuperà inoltre di fornire servizi avanzati ai ricercatori, per permettere loro di svolgere al meglio le proprie attività.

AriSLA avrà sede a Milano e l’inaugurazione ufficiale è prevista per il prossimo 18 dicembre.
Per informazioni: Ufficio Stampa AriSLA arisla@arisla.org; tel. 02.43986673 – fax 02.48006252

AriSLA ricerca il DIRETTORE dell’Agenzia.
Gli interessati possono inviare il proprio curriculum vitae dettagliato più lettera motivazionale via e-mail.

5 Risposte to “AriSLA, l’Agenzia di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica”

  1. annalisa detto

    Buon anno,
    vorrei segnalarvi che nel mio paese (in Trentino), di solo 2000 abitanti,negli ultimi 10 anni ci sono stati 6 casi di SLA (3 persone sono già morte), tra cui 2 fratelli e 2 persone che abitano nello stesso edificio.
    Si può legare la malattia all’inquinamento da radon, o atmosferico o altro?
    Vi chiedo se potete segnalarmi a chi devo rivolgermi per studiare questo caso o, ancor meglio, se potete studiarlo voi come associazione di ricerca.Grazie
    Annalisa

  2. Pino Fronzi detto

    La causa di tutte le Sla, sono le interruzioni della respirazione, (APNEE) facendo attività di lavoro, oppure attività sportive, intense, affaticanti e continuate.
    Vi sono molti esempi in proposito, attività come: AGRICOLTORI, SALDATORI, OPERAI CHE LAVORANO I PELLAMI NELL’ATTIVITA’ CALZATURIERA, UTILIZZANDO PRODOTTI TOSSICO-NOCIVI, COLLANTI E SOLVENTI, PER NON RESPIRARE I QUALI, SI INTERROMPE FREQUENTEMENTE LA RESPIRAZIONE.
    OPPURE ATTIVITà DI LAVORO COME: LAVORATORI DEL CIRCO, GIOCOLIERI, ACROBATI, MURATORI, SOLLEVATORI E TRASPORTATORI DI PESI, ESERCIZI DI PALESTRA, poi, ARBITRI, GIOCATORI DI CALCIO, DI BASEBALL, DI FOOTBALL,
    QUESTE ED ALTRE, SONO ATTIVITA’ DI LAVORO E SPORTIVE, DOVE SI FANNO FREQUENTI, SISTEMATICHE E ABITUALI APNEE, CAUSANDO DANNI DA IPOSSIA AI MOTONEURONI, CHE, DOPO UN CERTO PERIODO DI TEMPO PROVOCHERANNO LA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA.

    • Pino Fronzi detto

      RIGUARDO ALLE MUTAZIONI GENETICHE RISCONTRATE IN ALCUNI AMMALATI DELLA SLA, SI COMPRENDE CHE QUESTE MUTAZIONI NON PROVOCANO LA MALATTIA, MA AL CONTRARIO, SONO CONSEGUENTI ALLA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA.
      PER LA CURA DELLA SLA, E’ INDISPENSABILE CHE L’AFFLUSSO CEREBRALE AUMENTI, ANCHE SOLO LEGGERMENTE, LA SUA INTENSITA’ ED EFFICACIA, I MEDICI SAPRANNO INDICARE COME OTTENERE UN AFFLUSSO CEREBROVASCOLARE STABILMENTE PIU’ EFFICACE, UN’OSSIGENAZIONE MIGLIORE AI MOTONEURONI DELLA CORTECCIA CEREBRALE, PONENDO TERMINE ALL’EMERGENZA DA IPOSSIA, IN QUESTO MODO PUO’ ESSERE POSSIBILE ANCHE LA REGRESSIONE DELLA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA.

      • Pino Fronzi detto

        QUANTO RIFERITO E’ DIMOSTRABILE CONOSCENDO LA FUNZIONALITA’ DEL SISTEMA DI AUTOREGOLAZIONE CEREBRALE, IL QUALE HA IL COMPITO DI VALUTARE, MEMORIZZARE ED INVIARE IL FLUSSO DI
        SANGUE-OSSIGENO ALLE AREE CEREBRALI OPERATIVE.
        QUANDO SI SVOLGONO LE ATTIVITA’ FISICHE AFFATICANTI E CONTINUATE, INTERROMPENDO FREQUENTEMENTE E ABITUALMENTE LA RESPIRAZIONE, (LE APNEE) INSORGE UN’EMERGENZA DA IPOSSIA AI MOTONEURONI, PERCHE’ IL SISTEMA DI AUTOREGOLAZIONE OLTRE UN CERTO LIMITE, NON PUO’ COMPENSARE L’APPORTO DI MAGGIORE OSSIGENO,RICHIESTO DALLA CORTECCIA CEREBRALE MOTORIA, INIZIANDO IN QUESTO MODO LA MALATTIA DEL MOTONEURONE, CHE INDICHERA’ IN SEGUITO, LA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA.

        Pino Fronzi- Senigallia

  3. Pino detto

    Continuando la ricerca per capire le cause della malattia neuromuscolare Sclerosi Laterale Amiotrofica, ora posso affermare con certezza assoluta che, LA CAUSA DELLA SLA, E’ L’IPOSSIEMIA ARTERIOSA AI MOTONEURONI DELLA CORTECCIA CEREBRALE, (carenza di ossigeno nel sangue che affluisce ai motoneuroni corticali).
    Queste CELLULE NEURONALI, hanno il compito di GENERARE GLI IMPULSI che, trasmessi alle cellule del midollo spinale, e del tronco Encefalico bulbare azionano i muscoli.
    Per GENERARE GLI IMPULSI, ai MOTONEURONI DELLA CORTECCIA CEREBRALE, E’ NECESSARIO UN MAGGIORE APPORTO DI OSSIGENO PRESENTE NEL SANGUE, quando però le Persone, svolgendo le attività di lavoro, o attività sportive intense affaticanti e continuate, INTERROMPONO FREQUENTEMENTE LA RESPIRAZIONE, IL NECESSARIO APPORTO DI OSSIGENO NEL SANGUE E’ INSUFFICIENTE, PROVOCANDO IL DANNO DA IPOSSIEMIA ARTERIOSA AI MOTONEURONI CORTICALI, I QUALI SI DETERIORANO PROGRESSIVAMENTE CAUSANDO L’ATROFIA MUSCOLARE CHE INDICA LA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA.
    Quando si svolgono attività di lavoro, o attività sportive affaticanti, attuando lo sforzo fisico-motorio è indispensabile non chiudere la bocca, si continuerà così a respirare in modo sufficiente.
    Comprendiamo in questo modo che, l’unica terapia in grado di fermare la progressione della SLA, e in seguito permettere la regressione di questa malattia neuromuscolare, E’ UN PIU’ INTENSO ED EFFICACE AFFLUSSO CEREBROVASCOLARE, PER MERITO DEL QUALE SI OTTERRA’ QUELLA MIGLIORE OSSIGENAZIONE NECESSARIA SOPRATTUTTO AI MOTONEURONI DELLA CORTECCIA CEREBRALE, NEI QUALI PERSISTE IL DANNO DA IPOSSIEMIA ARTERIOSA.
    Per ottenere un afflusso Cerebrovascolare più intenso ed efficace nelle Persone immobilizzate, ammalate della SLA, sarà indispensabile impiantare chirurgicamente certi dispositivi artificiali, simili ai dispositivi utilizzati per la circolazione extracorporea, per merito dei quali si potrà regolare LA PROPULSIONE DEL SANGUE, AUMENTANDO MINIMAMENTE L’INTENSITA’ E L’EFFICACIA DELL’AFFLUSSO CEREBRALE.
    IN PRESENZA DI UN AFFLUSSO AL CERVELLO PIU’ INTENSO, SI OTTERRA’ UNA MIGLIORE OSSIGENAZIONE AI MOTONEURONI DELLA CORTECCIA CEREBRALE, PONENDO TERMINE IN QUESTO MODO AL DANNO DA IPOSSIEMIA A QUESTE CELLULE NEURONALI.
    GRAZIE ALLA MIGLIORE OSSIGENAZIONE, SI ATTIVERA’ LO STIMOLO PER LA NEUROGENESI DEI MOTONEURONI, I QUALI POTRANNO RIGENERARE GLI IMPULSI CHE AZIONERANNO NUOVAMENTE I MUSCOLI.

    Pino Fronzi

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