Lo studio ha seguito lo stato di salute di 61.556 persone nel corso di 12,2 anni ed è stato pubblicato sulla rivista “British journal of Cancer” ed è giunto a queste conclusioni: chi fa una dieta vegetariana ha meno probabilità di ammalarsi di cancro rispetto a chi fa una dieta a base di carne.
Non è la prima volta che un’affermazione di questo genere proviene dalla comunità scientifica internazionale: la novità, tuttavia, è che non c’era mai stato uno studio così ampio e prolungato nel tempo sulla questione.
I risultati sono impressionanti: i vegetariani hanno il 45 per cento di probabilità in meno di ammalarsi di cancro del sangue (leucemie) e un 12 per cento in meno di ammalarsi di qualsiasi tipo di cancro, rispetto a coloro che fanno una dieta a base di carne.
La società Toyota in collaborazione con dei ricercatori giapponesi ha sviluppato una sedia a rotelle che si muove con la forza del pensiero, basata sulla tecnologia dell’elettroencefalografia (EEG).
La Brain Machine Interface(BMI) così si chiama l’interfaccia in questione è composta da dei sensori per rilevare le onde cerebrali e da un computer che analizza le informazioni così ottenute e le invia alla sedia a rotelle che applica i comandi. I tempi di risposta dalo comando ricevuto all’esecuzione è di 125 milionesimi di secondo.
- BRITISH GUIDELINE ON THE MANAGEMENT OF ASTHMA prodotte dal British Thoracic Society (BTS) vengono aggiornate quasi annualmente. L’aggiornamento include la gestione farmacologica, l’asma acuta e la gestione dell’ asma in gravidanza. Una ricerca sistematica della letteratura è stata condotta anche sui nuovi dispositivi inalatori.
- MANAGEMENT OF HIP FRACTURE IN OLDER PEOPLE , queste linee guida sono state pubblicate per la prima volta nel 1997 e revisionate nel 2002. L’aggiornamento prevede la prevenzione e gestione delle fratture nelle persone anziane in emergenza, in post-cura, e riabilitazione.
Gli scienziati dell’Institute of Bioengineering and Nanotechnology (IBN) di Singapore hanno scoperto un nuovo trattamento che sfrutta le nanoparticelle peptidiche per distruggere la struttura delle cellule infettive. Le nanoparticelle contro la meningite, i batteri resistenti ai farmaci e le infezioni fungine.
La maggior parte degli antibiotici non e’ capace di superare le barriere delle membrane cellulari o le molecole del farmaco sono troppo grandi per passare attraverso la membrana. Nei test preclinici le nanoparticelle, invece, si sono dimostrate piu’ efficaci contro la crescita di infezioni fungine rispetto ai trattamenti tradizionali, e non hanno mostrato effetti collaterali o danni ai reni e fegato.