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Archivio per 4 gennaio 2012

Una alimentazione sana protegge il cervello dall’invecchiamento.

Pubblicato da giorgiobertin su gennaio 4, 2012

Una nuova ricerca ha scoperto che le persone anziane con livelli più elevati di vitamine B,C,D ed E e acidi grassi omega 3 nel sangue avevano una migliore performance nei test acutezza mentale e presentavano anche un minor restringimento cerebrale tipico della malattia di Alzheimer.

La ricerca è stata effettuata dagli scienziati della Oregon Health and Science University di Portland, Oregon, e il Linus Pauling Institute presso la Oregon State University, ed è stata pubblicata in Neurology, la rivista medica dell’American Academy of Neurology.

“Questa ricerca mostra chiaramente che l’attività biologica e neurologica è associata ai livelli dei nutrienti effettivi, buoni e cattivi”, ha detto Maret Traber, co-autore dello studio. ”Le vitamine e le sostanze nutritive provenienti da una vasta gamma di frutta, verdura e pesce può essere misurata nei biomarcatori del sangue”, ha detto Traber. ”Sono un fermo sostenitore che questi nutrienti hanno un forte potenziale di protezione del cervello con un conseguente miglioramento del suo funzionamento”.

Lo studio è stato fatto su 104 persone, con un’età media di 87 anni, senza particolari fattori di rischio per la memoria o l’acutezza mentale. Sono stati testati i biomarcatori di 30 diversi nutrienti nel sangue, e 42 partecipanti hanno avuto una risonanza magnetica per misurare il volume del cervello.

Leggi abstract:
Nutrient biomarker patterns, cognitive function, and MRI measures of brain aging
G.L. Bowman, L.C. Silbert, D. Howieson, H.H. Dodge, M.G. Traber, B. Frei, J.A. Kaye, J. Shannon, and J.F. Quinn
Neurology Published online before print December 28, 2011

Fonte ed approfondimenti: MedicaNewsToday

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Nelle cellule staminali “la chiave” dell’invecchiamento.

Pubblicato da giorgiobertin su gennaio 4, 2012

Grazie ad un trapianto di staminali ottenute dai muscoli di topi più giovani alcuni ricercatori sono riusciti a ritardare in un gruppo di topolini segni di invecchiamento precoce. Le cellule staminali possono così rallentare l’invecchiamento – e anche prolungare la durata della vita fino a tre volte.

I ricercatori hanno dimostrato che i topi malati di progeria, una malattia che provoca l’invecchiamento precoce, trattati con staminali, che normalmente muoiono tra il 21/mo e il 28/mo giorno di vita, hanno vissuto 66 giorni e sono rimasti in salute.

“I nostri esperimenti hanno dimostrato che i topi che hanno progeria, sono sani ed hanno vissuto più a lungo dopo l’iniezione di cellule staminali da animali giovani” afferma il Dott. Niedernhofer. “Questo ci dice che la disfunzione delle cellule staminali è una delle cause dei cambiamenti che vediamo con l’invecchiamento.”

Il meccanismo d’azione per cui le staminali sane trapiantate per ridare giovinezza ai topi funzionano non è del tutto chiaro, l’ipotesi è che esse rilasciano nel corpo dei fattori di crescita che stimolano le cellule dell’organismo a funzionare meglio.

Leggi il full text dell’articolo:
Muscle-derived stem/progenitor cell dysfunction limits healthspan and lifespan in a murine progeria model
Mitra Lavasani, Andria R. Robinson, Aiping Lu, Minjung Song, Joseph M. Feduska, Bahar Ahani, Jeremy S. Tilstra, Chelsea H. Feldman, Paul D. Robbins, Laura J. Niedernhofer, Johnny Huard
Nature Communications 3, Article number: 608 Published 03 January 2012

Fonte ed approfondimenti: ScienceDaily.com    - Dailymail.co.uk

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