Medicina in Biblioteca

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Archivio per 12 gennaio 2012

Indici prevedono la speranza di vita negli anziani.

Pubblicato da giorgiobertin su gennaio 12, 2012

Per la prima volta in un sito sono raccolti i migliori sedici questionari per cercare di prevedere la sopravvivenza degli anziani da sei mesi a cinque anni.
Lo strumento interattivo, in cui ogni indicatore viene analizzato per efficacia, e’ stato messo a punto dalla Division of Geriatrics-Department of Medicine- University of California- San Francisco, che ha descritto la metodologia utilizzata su Jama.

Il portale eprognosis.org, spiegano gli esperti, e’ dedicato agli operatori professionali per aiutarli a stabilire terapie e esami diagnostici sulla base dell’aspettativa di vita. I questionari, la cui efficacia va da ‘moderata’ a ‘molto buona’, contengono domande che vanno dalle condizioni fisiche alle abilita’ cognitive alle abilita’ funzionali.
“Anche se nessun medico o indice puo’ predire con certezze quanto a lungo un anziano puo’ vivere, degli indici prognostici validati possono migliorare l’accuratezza di questa previsione e influenzare le decisioni cliniche” – afferma Lindsey Yourman uno degli autori.

Accedi al portale: http://www.eprognosis.org/

Leggi abstract dell’articolo:
Prognostic Indices for Older Adults: A Systematic Review
Lindsey C. Yourman, Sei J. Lee, Mara A. Schonberg, Eric W. Widera, Alexander K. Smith
JAMA. 2012;307(2):182-192.

Fonte ed approfondimenti: Ansa   -  University di San FranciscoGeripal

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Identificato un gene associato alla paraplegia spastica ereditaria.

Pubblicato da giorgiobertin su gennaio 12, 2012

Identificato il gene responsabile di una forma di paraplegia spastica ereditaria, rara malattia neurodegenerativa di origine genetica: ad annunciarlo è uno studio finanziato da Telethon e pubblicato sulle pagine del Journal of Clinical Investigation da Antonio Orlacchio, responsabile del laboratorio di Neurogenetica dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma.

Il nuovo gene identificato da Orlacchio e collaboratori si chiama RTN2 e contiene le informazioni per una proteina (il reticulone 2) importante per assicurare una forma corretta al reticolo endoplasmatico, struttura cellulare essenziale per la produzione delle proteine.

I ricercatori hanno dimostrato come il reticulone 2 sia direttamente coinvolto, quando difettoso, nella degenerazione delle cellule nervose, sostenendo ulteriormente l’ipotesi che questa malattia genetica sia dovuta proprio ad alterazioni nella morfologia di questa importante struttura cellulare.
Spiega Orlacchio: “In particolare, aver scoperto un nuovo gene responsabile della paraplegia spastica ereditaria ci consentirà d’ora in avanti di diagnosticare con precisione questa forma della malattia a partire dai sintomi clinici e pianificare così gli interventi più adeguati. Infine, la proteina codificata dal gene RTN2 potrà rappresentare un bersaglio molecolare per un razionale sviluppo di nuovi farmaci”.

leggi il full text dell’articolo:
Mutations in the ER-shaping protein reticulon 2 cause the axon-degenerative disorder hereditary spastic paraplegia type 12
Margaret A. Pericak-Vance, Ludger Schöls, Antonio Orlacchio, Evan Reid, Stephan Züchner + al.
J Clin Invest. 2012 Published January 9, 2012

Fonte ed approfondimenti: Telethon.it

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Diabete tipo 1 e terapia con cellule staminali.

Pubblicato da giorgiobertin su gennaio 12, 2012

Il diabete di tipo 1 è una forma di diabete mellito causato dal sistema immunitario del corpo che attacca le sue cellule β delle isole pancreatiche; queste cellule normalmente producono insulina, che regola il metabolismo del glucosio. Pertanto, i pazienti diabetici di tipo 1 richiedono per tutta la vita iniezioni di insulina al fine di evitare complicanze come nefropatie, neuropatie, ecc.

Un nuovo metodo descritto nella rivista BMC Medicine utilizza cellule staminali da sangue del cordone ombelicale di soggetti sani, per invertire l’anomalia del sistema immunitario verso le cellule delle isole pancreatiche β.

Allo scopo viene utilizzato un sistema a circuito chiuso che contiene immobilizzate cellule staminali del cordone (CBSC) da sani, donatori non diabetici. I linfociti isolati dal sangue di ciascun paziente diabetico sono stati passati più volte su queste cellule staminali immobilizzate per un periodo di due o tre ore. Dopo il processo di ‘rieducazione’, i linfociti sono stati restituiti al paziente.
Dopo 12 settimane di trattamento tutti i pazienti che hanno ricevuto la terapia hanno avuto un miglioramento duraturo della funzione delle cellule β e del controllo metabolico. Un risultato notevole che indica la validità della terapia ‘rieducativa’ con cellule staminali con implicazioni anche per altre malattie autoimmuni.

Leggi il full text dell’articolo:
Reversal of type 1 diabetes via islet beta cell regeneration following immune modulation by cord blood-derived multipotent stem cells
Yong Zhao, Zhaoshun Jiang and Theodore Mazzone + al.
BMC Medicine 2012, 10:3 Published: 10 January 2012
Trial registration: ClinicalTrials.gov number, NCT01350219

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