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Archivio per febbraio 2012

Tumore alla tiroide: la frequenza in Italia.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 29, 2012

Il tumore della tiroide ha fatto registrare, tra il 1991 e il 2005, in Italia e nel resto dei Paesi industrializzati, il maggior incremento di nuovi casi.
Il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (CRO) ha indagato a fondo, utilizzando i dati più recenti dell’Associazione Italiana dei Registri Rumori italiani (AIRTUM) sulle possibili cause di questo aumento. Un aumento che ha coinvolto tutte le classi di età, con un picco nella fascia 45 – 49 anni per le donne e 65 – 69 anni per gli uomini. L’articolo è stato pubblicato sulla rivista “THYROID“.

“L’aumento interessa per lo più i tumori papillari (quelli a migliore prognosi) con i tassi d’incidenza più alti in Emilia Romagna e nel Lazio. Al contrario, i tassi d’incidenza più bassi sono stati riscontrati soprattutto nel Nord Italia (tra cui il Piemonte, la Lombardia, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia)”, afferma il dott. Dal Maso.
I principali fattori di rischio accertati sono l’esposizione a radiazioni ionizzanti, la presenza di patologie benigne precedenti (in particolare di noduli benigni e gozzo), la carenza di iodio e, probabilmente, l’obesità.

Leggi abstract:
Changes in the Incidence of Thyroid Cancer Between 1991 and 2005 in Italy: A Geographical Analysis

Mauro Lise, Silvia Franceschi,  Luigino Dal Maso, et al.  for AIRTUM Working Group
Thyroid. January 2012: 27-34.

Fonte: ItaliaSalute.it

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Deficit di attenzione: nuovo portale.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 29, 2012

E’ online “adhdandyou” il nuovo portale sui Disturbi da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD, acronimo per l’inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder). Si tratta di uno strumento utile soprattutto per insegnanti e genitori direttamente o indirettamente coinvolti con il disturbo, che è caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività nello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente.

Tutti i contenuti di “adhdandyou” sono stati validati da un Board di neuropsichiatri infantili provenienti da centri dedicati alla diagnosi e cura dell’ADHD. All’interno è disponibili il numero verde dell’Istituto Superiore di Sanità.

Segnaliamo anche ADHDnet un professional network che mette in rete i professionisti di Centri e strutture che si occupano di ADHD per la condivisione del loro know-how e l’aggiornamento scientifico (pubblicazioni, news e materiali multimediali su corsi e congressi).

Accedi al nuovo portale:
http://www.adhdandyou.it/
ADHDnet

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Linee guida sulla diagnosi della malattia cardiaca reumatica.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 28, 2012

Le prime linee guida internazionali per la diagnosi della malattia cardiaca reumatica (RHD), una malattia che colpisce decine di milioni di persone in tutto il mondo, sono state pubblicate dal World Heart Federation in Nature Reviews Cardiology.
Le linee guida definiscono i requisiti minimi necessari per diagnosticare la malattia e avranno importanti implicazioni a livello mondiale e nazionale.

“Le nuove linee guida evidence-based definiscono con chiarezza i criteri che è importante considerare, compresi i limiti, nella malattia cardiaca reumatica”, ha detto il dottor Bo Reményi del Menzies School of Health Research, Darwin, Australia. “Lo scopo delle linee guida è quello di massimizzare ed ottenere una rapida diagnosi della malattia, evitando sovra-diagnosi”.

Leggi abstract:
World Heart Federation criteria for echocardiographic diagnosis of rheumatic heart disease—an evidence-based guideline
Bo Reményi, Nigel Wilson, Andrew Steer, Beatriz Ferreira, Joseph Kado, Krishna Kumar, John Lawrenson, Graeme Maguire, Eloi Marijon, Mariana Mirabel, Ana Olga Mocumbi, Cleonice Mota, John Paar, Anita Saxena, Janet Scheel, John Stirling, Satupaitea Viali, Vijayalakshmi I. Balekundri, Gavin Wheaton, Liesl Zühlke & Jonathan Carapetis
Nature Reviews Cardiology, advance online publication online: 28 February 2012 | doi:10.1038/nrcardio.2012.7

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Antipsicotici in pediatria: analisi sull’efficacia.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 28, 2012

Secondo i risultati di una revisione sistematica pubblicata su Pediatrics, non esistono sostanziali vantaggi comparativi fra gli antipsicotici di prima generazione (tipici, FGA First Generation Antipsychotics) e quelli di seconda generazione (atipici SGAS – Second-Generation Antipsychotics), nonostante ci sia stata una diffusione nell’uso di questi ultimi nei bambini.

C’è stato uno spostamento verso l’utilizzo di SGAS in parte a causa del loro minor rischio di effetti collaterali extrapiramidali, ma questi farmaci sono a loro volta associati a gravi effetti indesiderati (ad esempio aumento di peso, livelli elevati di lipidi, lo sviluppo di diabete di tipo 2). Lo scopo della revisione è quello di esaminare le prove sia di efficacia che di sicurezza dei farmaci approvati dalla FDA nei bambini e nei giovani adulti (di età ≤ 24 anni).

Ricordiamo che sempre la rivista Pediatrics aveva pubblicato a novembre 2011 uno studio retrospettivo sul rischio del diabete di tipo 2 in bambini in terapia antispicotica SGAS (leggi abstract).

Leggi abstract:
Antipsychotics for Children and Young Adults: A Comparative Effectiveness Review
Jennifer C. Seida,Janine R. Schouten, Khrista Boylan, Amanda S. Newton,Shima S. Mousavi,Amy Beaith,Ben Vandermeer, Donna M. Dryden, and Normand Carrey
Pediatrics peds.2011-2158

Fonte: NELM

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Profilassi antimicrobica in chirurgia genitourinaria.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 28, 2012

L’American Urological Association (AUA) ha provveduto ad aggiornare la linee guida, risalenti al 2008, sulla profilassi antimicrobica durante e dopo la chirurgia urologica con lo scopo di ridurre il rischio di infezioni post-procedura locale e sistemica.

La durata della profilassi antimicrobica dovrebbe estendersi per tutto il periodo in cui è possibile un’invasione batterica e/o rischia di stabilirsi un’infezione. La profilassi dovrebbe iniziare entro 60 minuti dalla incisione chirurgica e generalmente dovrebbe essere interrotta entro 24 ore.

Scarica e eleggi il documento in full text:
Best Practice Policy Statement on Urologic Surgery Antimicrobial Prophylaxis (2008) (Reviewed and validity confirmed 2011, updated February 2012)

View/Download Antibiotic Prophylaxis Pocket Table (2011)

Altre linee guida cliniche di urologia

Fonte: Quotivadis

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Dieta povera di omega-3 invecchia il cervello.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 28, 2012

Si trovano nel pesce azzurro, dalle alici alle sardine fino agli sgombri e sono un salutare ‘elisir’. Sono gli acidi grassi insaturi del tipo omega-3. Una dieta priva di questi fondamentali mattoni della nutrizione può accelerare l’invecchiamento del cervello e mettere a repentaglio le capacità cognitive come la memoria. A svelarlo è un studio dell”University of California’ (Los Angeles), pubblicato sulla rivista ‘Neurology‘.

“Le persone con livelli più bassi di omega-3, inclusi l’acido docosaesaenoico (Dha) e l’acido eicosapentaenoico (Epa), nel sangue – afferma Zaldy S. Tan, primo autore della ricerca – hanno un volume cerebrale inferiore equivalente a circa due anni di invecchiamento della struttura cerebrale”.

Per lo studio sono state esaminate 1.575 persone con un’età media di 67 anni senza segni di demenza.

Leggi abstract:
Red blood cell omega-3 fatty acid levels and markers of accelerated brain aging
Z.S. Tan,W.S. Harris,A.S. Beiser,R. Au,J.J. Himali,S. Debette,A. Pikula,C. DeCarli,P.A. Wolf, R.S. Vasan,S.J. Robins, and S. Seshadri
Neurology February 28, 2012 78:658-664

Fonte ed approfondimenti: WebMD

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Le staminali dell’ovaio contro sterilità e menopausa.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 28, 2012

I ricercatori del Vincent Center for Reproductive Biology del Massachusetts General Hospital di Boston, negli Stati Uniti, hanno individuato cellule staminali adulte che danno luogo a ovociti nell’essere umano. Una scoperta che in futuro potrebbe rendere più concreta la speranza di diventare madre in quelle donne che devono affrontare l’infertilità come conseguenza di un trattamento chemioterapico. Il team, guidato da Jonathan Tilly (direttore del Vincent Center) ha pubblicato il suo studio su Nature Medicine.

  (Credit: Image of Massachusetts General Hospital)

L’obiettivo principale della ricerca era quello di provare che nelle ovaie delle donne in età riproduttiva sono presenti le cellule staminali in grado di produrre nuovi ovociti, cosa che secondo noi questo studio dimostra molto chiaramente”, ha dichiarato Tilly, principale auotre dello studio. “ La scoperta di cellule precorritrici degli ovociti nelle ovaie umane, insieme al fatto che queste condividono le stesse caratteristiche delle loro controparti esistenti nei topi, in grado di differenziarsi in cellule uovo perfettamente funzionanti, apre le porte allo sviluppo di tecnologie senza precedenti per combattere l’infertilità nelle donne”.

Leggi abstract dell’articolo:
Oocyte formation by mitotically active germ cells purified from ovaries of reproductive-age women
Yvonne A R White, Dori C Woods, Yasushi Takai, Osamu Ishihara, Hiroyuki Seki & Jonathan L Tilly
Nature Medicine Published online: 26 February 2012

Fonte ed approfondimenti: Science Daily   -  Wired.it

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Alcuni sonniferi aumentano il rischio di morte.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 27, 2012

Alcuni farmaci anti-insonnia potrebbero aumentare il rischio di morte: rischio quadruplicato già a basse dosi; il rischio aumenta al crescere del dosaggio. A dirlo uno studio effettuato su 10.500 persone e apparso sul British Medical Journal e condotto da Daniel Kripke dello Scripps Clinic Viterbi Family Sleep Center, La Jolla, California.

Ad alte dosi questi farmaci con azione sonnifera (di molte classi tra cui le benzodiazepine) sono stati anche collegati all’aumento del rischio tumori. Tra i farmaci usati oltre che le benzodiazepine, le non-benzodiazepine, come il zolpidem; i barbiturati; gli antistaminici sedativi.

Il rischio di morte aumenta in modo ‘dose-dipendente’: fino a 18 dosi l’anno è più che triplicato (+3,5 volte) rispetto a chi non prende tali farmaci, tra 18 e 132 dosi è quadruplicato. Per farsi un’idea, ci sono stati 265 decessi in un campione di 4336 persone che assumevano zolpidem, contro soli 295 decessi in un campione di 23.671 individui analogo per tutti i fattori di rischio considerati, sesso ed età ma che non prendeva il sonnifero.

Leggi il full text dell’articolo in pdf:
Hypnotics’ association with mortality or cancer: a matched cohort study
Daniel F Kripke,Robert D Langer, Lawrence E Kline
BMJ Open 2012;2:e000850 (27 Feb 2012)

Fonte ed approfondimenti: WebMD

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Catetere vascolare renale ad energia contro l’ipertensione.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 26, 2012

La denervazione renale per il controllo dell’ipertensione resistente ai farmaci potrebbe essere presto una procedura comune per i pazienti grazie allo sviluppo della tecnologia. Il dispositivo V2 Renal Denervation System messo a punto da una società di Laguna Hills in California è una combinazione di un catetere a palloncino con un forniture di energia RF (Radiofrequenza Percutanea) per la denervazione dei nervi simpatici nelle pareti delle arterie renali.

“Abbiamo trovato il catetere facile da usare e molto efficiente in termini di tempo terapia” afferma il prof. Hoppe. E’ partito uno studio clinico “RIDURRE-HTN” su 64-paziente progettato per convalidare le prestazioni cliniche del Vessix VascularV2 su sistema renale per i pazienti ipertesi farmaco-resistenti. La denervazione renale è una nuova procedura percutanea che utilizza un catetere  per neutralizzare  nervi simpatici renali, la cui iperattività porta alla pressione alta.

HOW THE VESSIX V2 RENAL DENERVATION SYSTEM™ WORKS

Fonte ed approfondimenti: Medgadget

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Fiaso: “Libro bianco della Buona Sanità”.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 25, 2012

La Fiaso (Federazione italiana Aziende sanitarie e Ospedaliere) ha presentato a dicembre un Libro Bianco della “Buonasanità” incentrato su 69 esperienze selezionate da poter esportare in tutta Italia al fine di migliorare la qualità riducendo i costi.
La selezione, partita dal lavoro portato avanti dall’Osservatorio Fiaso che ha raccolto oltre 150 esperienze nell’ultimo anno, è stata curata da un comitato scientifico composto da esperti del mondo istituzionale, accademico e delle rappresentanze dei cittadini.

Cinque le aree tematiche per la selezione dei progetti: assistenza territoriale, appropriatezza e qualità delle cure, efficienza gestionale, innovazione tecnologica e comunicazione-promozione della salute.

Per la visione e il download dei singoli capitoli accedere al portale Fiaso.

Scarica e leggi il libro completo in formato pdf:
Libro Bianco della Buona Sanità” – (5Mb)

 

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EMA approva un nuovo farmaco contro la sclerosi multipla.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 25, 2012

L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha accettato la richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio (MAA) per teriflunomide, la terapia orale per singola somministrazione giornaliera sviluppata per il trattamento delle forme recidivanti di Sclerosi Multipla. Questo ok preliminare non costituisce l’approvazione del farmaco ma ne è l’indispensabile premessa perché dà inizio al processo di revisione del dossier registrativo da parte di EMA. Lo ha annunciato con un comunicato Genzyme, un’azienda del Gruppo Sanofi.

 teriflunomide struttura
Teriflunomide è una terapia orale immunomodulante che arresta la proliferazione e la funzionalità dei linfociti T e B attivati – ritenuti responsabili dei maggiori danni provocati dalla Sclerosi Multipla – attraverso l’inibizione selettiva e reversibile di un enzima mitocondriale. I linfociti inattivati o a riposo non sono generalmente influenzati da teriflunomide, suggerendo che la risposta del sistema immunitario alle infezioni non dovrebbe essere compromessa.
Teriflunomide è sottoposto ad un programma di studi clinici allargato che ci si attende coinvolgerà più di 5.000 partecipanti in 36 diversi paesi. Sono cinque gli studi su teriflunomide completati o in corso, il che rende questo programma clinico uno dei più ampi ed allargati mai intrapresi su terapie in sviluppo per questa patologia.

Comunicato stampa Genzyme

Fonte: O.Ma.R. – Osservatorio Malattie Rare   –   Pharmastar

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Demenza: alcuni farmaci antipsicotici sono rischiosi.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 24, 2012

L’FDA ha avvertito che il trattamento con farmaci antipsicotici aumentano il rischio di morte tra i pazienti anziani con demenza, ed ora un nuovo studio conferma che alcuni farmaci sono più rischiosi di altri.

I ricercatori della Harvard Medical School hanno esaminato i dati su più di 75.400 pazienti anziani residenti in case di riposo in 45 stati negli USA. Essi hanno concluso che alcuni farmaci antipsicotici aumentano il rischio di morte tra gli anziani con demenza.
Gli antipsicotici valutati nello studio sono stati Abilify, Geodon, Haldol, Risperdal, Seroquel e Zyprexa.
Il farmaco di seconda generazione Seroquel (quetiapina) ha un rischio inferiore di morte rispetto ad esempio al Risperdal.

Leggi il full text dell’articolo in formato pdf:
Differential risk of death in older residents in nursing homes prescribed specific antipsychotic drugs: population based cohort study
K F Huybrechts, T Gerhard, S Crystal, M Olfson, J Avorn, R Levin, J A Lucas, S Schneeweiss
BMJ 2012;344:e977 (Published 23 February 2012)

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Distrofia muscolare: progettate nuove molecole.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 24, 2012

Sono state progettate al computer delle molecole in grado di agire su un difetto dell’RNA responsabile della forma più diffusa di distrofia muscolare negli adulti. Una base informatica tradotta in realtà fisica e sperimentata su modello animale.

Lo studio, pubblicato sulla rivista di settore Journal of American Chemical Society, è stato in grado di dimostrare come questi composti messi a punto siano in grado di migliorare in maniera sensibile un discreto numero di difetti biologici strettamente connessi con la “distrofia miotonica di tipo 1”.

I ricercatori hanno utilizzato le informazioni contenute in un database di piccole molecole di RNA sviluppato attraverso la ricerca che ha identificato un composto di piombo nell’RNA correlato alla sindrome miotonica di tipo 1.
Lavorando sulle variazioni del composto in modelli animali, ne e’ stato creato uno che e’ riuscito a migliorare i difetti della proteina MBNL1 di oltre il 40 percento. “Ci sono infiniti bersagli di RNA coinvolti nella malattia. Partendo da questa scoperta, la nostra sfida sara’ trovare le piccole molecole che hanno un ruolo nello sviluppo della patologia” spiega Matthew Disney uno degli autori dello studio.

Leggi abstract:
Design of a Bioactive Small Molecule that Targets the Myotonic Dystrophy Type 1 RNA Via an RNA Motif-Ligand Database & Chemical Similarity Searching
Raman Parkesh, Jessica L Childs-Disney, Masayuki Nakamori, Amit Kumar, Eric Wang, Thomas Wang, Jason Hoskins, David E. Housman, Charles A. Thornton, Matthew D. Disney, and Tuan Tran
Journal of the American Chemical Society Publication Date (Web): February 2, 2012

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Online nuovo portale Consulta nazionale malattie rare.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 24, 2012

E’ online da oggi il nuovo portale della Consulta nazionale delle malattie rare (www.cndmr.it): uno spazio dove trovare informazioni e aggiornamenti sul tema delle malattie orfane, veicolati con un linguaggio semplice e diretto – spiega la Consulta – ma soprattutto un luogo di dialogo e di scambio di opinioni e punti di vista di tutti i malati e di coloro che ruotano attorno a questo mondo.

Ricordiamo che la Consulta Nazionale delle Malattie Rare (CNdMR) è un organismo di rappresentanza delle Associazioni dei Malati Rari.

Accedi al portale: CNDMR

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Nuova rivista di biblioteconomia open access.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 24, 2012

Si chiama Journal of eScience Librarianship (JESLIB) una nuova rivista finanziata dalla National Library of Medicine, National Institutes of Health, Department of Health and Human Services orientata alla biblioteconomia.

La rivista è open access e si concentra sulla teoria e la pratica della biblioteconomia per i servizi alla ricerca nelle scienze fisiche, mediche e biologiche.  La rivista punta a esplorare il ruolo del bibliotecario a sostegno della ricerca e accoglie contributi da autori di tutto il mondo. JESLIB include una sezione di recensioni di monografie e saggi di interesse per i bibliotecari che si occupano di eScience e di informazione sulle nuove tecnologie.

Accedi alla rivista:
Journal of eScience Librarianship    – RSS feed

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Sostanze tossiche rilevate nell’olio riscaldato.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 23, 2012

I ricercatori dell’Università dei Paesi Baschi (UPV/ EHU, Spagna) hanno scoperto la presenza di aldeidi in certi alimenti, che si ritiene siano correlate ad alcune malattie neurodegenerative e alcuni tipi di cancro. Questi composti tossici possono provenire da alcuni oli, quali olio di girasole, quando vengono riscaldato ad una temperatura idonea per friggere gli alimenti.

Le aldeidi tossiche sono il risultato di degradazione degli acidi grassi, e anche se alcuni sono volatili, altri rimangono dopo la friggitura. Questo è il motivo per cui si trovano nei cibi cotti. Essi sono composti molto reattivi che possono reagire con le proteine, ormoni ed enzimi nell’organismo e impedirne il corretto funzionamento.

La ricerca, pubblicata nella rivista Food Chemistry, ha preso in considerazione il riscaldamento tre tipi di olio (d’oliva, girasole e semi di lino) in una friggitrice industriale a 190 º C.  Le aldeidi tossiche maggiori si sono riscontrate nell’olio di girasole. “Lo scopo della ricerca non è quello di allarmare la popolazione, ma quello che vengano presi in considerazione questi dati”  sottolinea Guillén una delle ricercatrici. ” E’ assolutamente necessario continuare la ricerca per stabilire chiaramente i limiti per quanto riguarda il rischio di questi composti. In molti casi è la dose che fa il veleno”.

Leggi abstract:
Aldehydes contained in edible oils of a very different nature after prolonged heating at frying temperature: Presence of toxic oxygenated α, β unsaturated aldehydes
Maria D. Guillén, Patricia S. Uriarte
Food Chemistry 131 (3): 915-926, April 2012

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Gel iniettabile per riparare il cuore infartuato.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 23, 2012

All’University of California, San Diego i ricercatori hanno sviluppato un nuovo idrogel iniettabile che potrebbe essere un trattamento efficace e sicuro per i danni ai tessuti causati da attacchi di cuore.

L’idrogel è realizzato con  tessuto cardiaco connettivo privato delle cellule del muscolo cardiaco attraverso un processo di purificazione, liofilizzato e macinazione in polvere, e poi liquefazione in un fluido che può essere facilmente iniettato nel cuore. Quando raggiunge la temperatura corporea, il liquido si trasforma in un gel poroso semi-solido, che stimola le cellule a ripopolare le aree danneggiate del tessuto cardiaco. L’idrogel forma una impalcatura per riparare il tessuto e fornisce eventualmente segnali biochimici che impediscono un ulteriore deterioramento nei tessuti circostanti.

Gli esperimenti dei ricercatori mostrano che il gel può essere iniettato attraverso un catetere, un metodo che è minimamente invasivo e che non richiede un intervento chirurgico o anestesia generale. La pubblicazione sulla rivista Journal of American College of Cardiology.

Leggi abstract.
Catheter-Deliverable Hydrogel Derived From Decellularized Ventricular Extracellular Matrix Increases Endogenous Cardiomyocytes and Preserves Cardiac Function Post-Myocardial Infarction
Adam M. Kinsey, Anthony N. DeMaria, Nabil Dib, and Karen L. Christman et al.
J. Am. Coll. Cardiol., February 21, 2012; 59: 751 – 763.

Fonte ed approfondimenti: Department of Bioengineering, University of California, San Diego

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Nuova rivista open access di cardiologia.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 22, 2012

L’American Heart Association ha lanciato online open access “Journal of the American Heart Association Cardiovascular and Cerebrovascular Disease” (JAHA) – una nuova rivista di ricerca sulle malattie cardiache e ictus.

Tutti gli articoli saranno disponibili gratuitamente on-line, e depositati sulla piattaforma PubMed Central.

Accedi al giornale:
Journal of the American Heart Association Cardiovascular and Cerebrovascular Disease

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Iss: notiziario gennaio 2012.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 22, 2012

Dall’ISS – Istituto Superiore di Sanita’ segnaliamo il Notiziario Volume 25, n. 2 – Gennaio 2012.

  • Il brevetto “BEST” per la gestione precoce del rischio in sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare;
  • Il primo soccorso presso l’Istituto Superiore di Sanità;
  • Convegno “L’epatite virale B in Italia venti anni dopo l’inizio della vaccinazione dei nuovi nati”;
  • Convegno “La salute nell’astuccio. Dall’ISS spunti per un’azione didattica”.

Scarica il documento in formato pdf:
Notiziario vol. 25 n.2 – gennaio 2012

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Promettente un nuovo composto per il trattamento dell’ictus.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 22, 2012

I ricercatori dell’Università di Copenhagen hanno progettato, realizzato e brevettato un nuovo composto chimico per il trattamento dei danni al cervello causati dall’ictus. Il composto si lega 1000 volte più efficacemente alla proteina bersaglio nel cervello rispetto degli attuali farmaci in sviluppo clinico. I risultati dei test biologici sono stati pubblicati sulla rivista PNAS.

“Il nostro composto è in grado di passare attraverso la barriera emato-encefalica, ma anche interessante perchè migliora la funzione motoria negli animali che sono stati oggetto di ictus” afferma Anders Bach, primo autore dello studio. “La nostra ricerca si concentra sulla interrompere l’interazione tra il cosiddetto recettore NMDA e la proteina intracellulare PSD-95″.

Anders Bach auspica che il nuovo composto possa costituire la base per un nuovo farmaco sul mercato mondiale, ma sottolinea che tale processo è lungo e complicato.

Leggi abstract:
A high-affinity, dimeric inhibitor of PSD-95 bivalently interacts with PDZ1-2 and protects against ischemic brain damage
Anders Bach,Bettina H. Clausen,Magda Møller,Bente Vestergaard,Celestine N. Chi, et al.
PNAS 2012 ; published ahead of print February 17, 2012

Fonte ed approfondimenti: University of Copenaghen

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Cancro al pancreas, nuove speranze.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 21, 2012

Le cellule tumorali pancreatiche possono essere distrutte dalla combinazione di due farmaci, a dirlo sono i ricercatori del Cancer Research UK Cambridge Research Institute.

La ricerca ha dimostrato nei topi che la combinazione di un farmaco chemioterapico chiamato gemcitabina con un farmaco sperimentale chiamato MRK003 innesca una catena di eventi che alla fine uccide le cellule tumorali – moltiplicando l’effetto di ciascun farmaco da solo.

Pancreatic cancer cell (Image provided by LRI EM Unit).

La ricerca ha dimostrato che MRK003, un inibitore della gamma secretasi, blocca un’importante via di segnalazione chiamata Notch nelle cellule pancreatiche tumorali ed endoteliali che rivestono i vasi sanguigni e che irrorano i tumori con le sostanze nutrienti essenziali.
Il professor David Tuveson ha detto: “Abbiamo scoperto perché questi due farmaci insieme innescare un effetto domino di attività molecolare per spegnere i processi di sopravvivenza cellulare e distruggere le cellule tumorali del pancreas”.
Attualmente si è in fase di sperimentazione clinica e a breve circa 60 pazienti con carcinoma pancreatico avanzato saranno reclutati per la fase I/II.

Leggi abstract:
Gamma secretase inhibition promotes hypoxic necrosis in mouse pancreatic ductal adenocarcinoma
Natalie Cook, Kristopher K. Frese,Tashinga E. Bapiro,Michael A. Jacobetz,Aarthi Gopinathan,Jodi L. Miller,Sudhir S. Rao, Tim Demuth,William J. Howat,Duncan I. Jodrell,and David A. Tuveson
JEM Published February 20, 2012

Fonte ed approfondimenti: BBCNews   -  DrugDiscoveryToday.com

Inhibition of gamma-Secretase Activity Inhibits Tumor Progression in a Mouse Model of Pancreatic Ductal Adenocarcinoma.” video Dr. Ben Stanger

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AAN: linee guida sulla chirurgia spinale.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 21, 2012

L’American Academy of Neurology ha pubblicato una linea guida aggiornata che raccomanda di monitorare il midollo spinale durante la chirurgia spinale e alcuni interventi chirurgici al torace per evitare paralisi o perdita della funzione muscolare, in relazione alle operazioni. Il documento è pubblicato dalla rivista Neurology.

“Paraparesi, paraplegia e tetraplegia sono possibili complicazioni gravi negli interventi chirurgici in cui il midollo spinale è a rischio”, ha detto l’autore principale della linea guida Nuwer Marc R. Il monitoraggio intraoperatorio del midollo spinale comporta il controllo dei potenziali evocati somatosensoriali (SEP) e potenziali evocati motori (MEP).

Scarica e leggi la linea guida in formato pdf:
Evidence-based guideline update: Intraoperative spinal monitoring with somatosensory and transcranial electrical motor evoked potentials: Report of the Therapeutics and Technology Assessment Subcommittee of the American Academy of Neurology and the American Clinical Neurophysiology Society
M.R. Nuwer,R.G. Emerson,G. Galloway et al.
Neurology February 21, 2012 78:585-589

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E’ morto il Nobel Renato Dulbecco.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 21, 2012

Si è spento il premio Nobel italiano per la medicina, Renato Dulbecco. Era nato a Catanzaro il 22 febbraio 1914.

Renato Dulbecco era il papà del progetto genoma umano e insignito nel 1975 del Premio Nobel per la Medicina per le sue scoperte in materia di interazioni tra i virus tumorali e il materiale genetico della cellula.

Moltissimi e prestigiosi i riconoscimenti ricevuti da Dulbecco negli anni. Oltre al premio Nobel, lo scienziato italiano è stato insignito della laurea honoris causa in Scienze dall’Università di Yale, era membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia nazionale delle scienze americana e membro straniero della Royal Society inglese.

Approfondimenti da Wikipedia

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Scoperto meccanismo di difesa contro infezioni e cancro.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 20, 2012

Gruppi di ricerca provenienti dall’Universitätsmedizin Charité di Berlino e dall’Università di Ginevra hanno scoperto un nuovo modo per migliorare i vaccini contro le malattie infettive e per l’uso nelle terapie del cancro. Gli scienziati hanno dimostrato un nuovo meccanismo di base che stimola i segnali di allarme del proprio corpo in caso di infezione virale ed anima il sistema immunitario a fornire le massime prestazioni.

Il prof. Löhning spiega: “Le cellule infettate da virus muoiono e suonano le campane di allarme per le cellule T killer stesse”. “A causa della infezione virale, le cellule morenti rilasciano una sostanza AlarmIn interleuchina-33, un segnale che porta alla completa attivazione delle cellule T killer, che si riproducono rapidamente ed efficacemente uccidendo le cellule infettate dal virus.

Negli esperimenti con i topi, i ricercatori hanno determinato che negli animali mancanti del gene dell’interleuchina-33 non si è riuscito a generare un gran numero di cellule T killer al momento dell’infezione virale.  Al contrario, la gestione della sostanza Alarmin Interleukin-33  in questione durante la vaccinazione ha portato ad un forte aumento delle cellule T killer. Questi nuovi risultati costituiscono una base importante per lo sviluppo di vaccini efficaci contro le malattie infettive e per le terapie del cancro. La pubblicazione sulla rivista “Science“.

Leggi abstract:
The Alarmin Interleukin-33 Drives Protective Antiviral CD8+ T Cell Responses
Weldy V. Bonilla,Anja Fröhlich,Karin Senn,Sandra Kallert,Marylise Fernandez,Susan Johnson,Mario Kreutzfeldt,Ahmed N. Hegazy,Christina Schrick,Padraic G. Fallon,Roman Klemenz,Susumu Nakae,Heiko Adler,Doron Merkler,Max Löhning,and Daniel D. Pinschewer
Science 1215418 Published online 9 February 2012

Fonte ed approfondimenti: Charité Universitätsmedizin Berlin

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Scoperta la proteina alla base dell’aneurisma aortico addominale.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 20, 2012

I ricercatori della Universidad Autonoma de Madrid (UAM) hanno dimostrato che lo stress ossidativo è un fattore importante nella progressione dell’aneurisma dell’aorta addominale, una patologia che colpisce fino al cinque per cento degli uomini sopra i 65 anni. E’ stato scoperto che una proteina la perossiredossina-1 (PRX-1), ha un ruolo nella formazione e sviluppo di questa malattia.

Lo studio in questione si è focalizzato sull’analisi di tutte le proteine espresse nei pazienti con AAA, con lo scopo di identificare potenziali biomarker che potrebbero aprire nuove strade farmacologiche per l’inibizione alla formazione e allo sviluppo di AAA. Si è rilevato che liveli sierici di PRX-1 sono aumentati nei pazienti con AAA suggerendo questa proteina come marcatore biologico.

L’aneurisma dell’aorta addominale (AAA) è un allargamento dell’aorta nella zona addominale, e quando il diametro raggiunge una dimensione uguale o superiore a cinque centimetri, vi è una maggiore possibilità di rottura. I pazienti vengono sottoposti a chirurgia aperta o endovascolare. Alcuni fattori di rischio associati alla malattia sono l’età, tabacco, ipertensione, ipercolesterolemia, l’aterosclerosi e fattori genetici.

Leggi abstract:
Identification of Peroxiredoxin-1 as a Novel Biomarker of Abdominal Aortic Aneurysm

Roxana Martinez-Pinna,Priscila Ramos-Mozo,Julio Madrigal-Matute,Luis M. Blanco-Colio, Juan A. Lopez,Enrique Calvo,Emilio Camafeita,Jes S. Lindholt,Olivier Meilhac,Sandrine Delbosc,Jean-Baptiste Michel,Melina Vega de Ceniga,Jesus Egido,and Jose L. Martin-Ventura
Arterioscler Thromb Vasc Biol. 2011;31:935-943, published online before print January 27 2011

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