Scienziati delle universita’ di Milano e Padova hanno “mappato” la rete di segnali che a livello genetico innescano il mieloma multiplo e ne controllano l’evoluzione.
Lo studio italiano ha ricostruito la prima rete regolativa del mieloma, creando un modello ingegneristico che riproduce il funzionamento delle cellule malate.
«Con questa metodologia abbiamo individuato alcune decine di microRNA in grado di discriminare tra diversi tipi di mieloma multiplo – spiega il prof. Neri, che si occupa da molti anni dello studio della biologia del mieloma multiplo – Capire quali sono i microRNA e su quali geni agiscono ha un’importante rilevanza sia clinica sia diagnostica, tanto da configurare i microRNA come nuovi possibili marcatori tumorali”.
Il lavoro apre nuove prospettive per la prognosi e la diagnosi del mieloma multiplo.
Segnaliamo il lavoro svolto da Colin Blakemore che presenta una nuova serie di video pubblicati sul portale della rivista BMJ (British Medical Journal) e che ci accompagneranno nel corso delle prossime sette settimane.
Queste storie filmate approfondite provengono dagli archivi storici del BMJ (oltre 169 anni) e portano alla luce alcuni dei principali pensatori del loro tempo, e mostrano il contributo che hanno dato alla medicina moderna.
Nel video, pubblicato sul portale del BMJ, Colin introduce la serie e mostra l’anteprima di ciò che seguirà nelle prossime settimane. Le storie descritte comprendono il primo parto in anestesia, la scoperta della zanzara Anopheles, come vettore della malaria, e gli studi che hanno legato il fumo al cancro ai polmoni.
Nel video pubblicato sul post viene intervistato John Croftonche ha aperto la strada i trial clinici randomizzati; viene esaminata la streptomicina per curare la tubercolosi. Da sottolineare che il dottor Crofton ha 90 anni e con i suoi studi ha contribuito allo sviluppo delle prove basate sull’evidenza (EBM).
Ricercatori del New Mayo Clinic hanno studiato l’associazione tra dosaggio dell’antigene prostatico specifico (PSA) i livelli e le dimensioni della prostata ed hanno trovato che la valutazione di routine annuale di crescita della prostata non è necessariamente un fattore predittivo per lo sviluppo del cancro alla prostata.
Lo studio ha coinvolto 616 uomini, e di questi 58 (9,4 per cento) hanno sviluppato il cancro alla prostata. Gli uomini a cui è stato diagnosticato un cancro alla prostata ha avuto un aumento più rapido del PSA (6 per cento / anno) rispetto agli uomini che non avevano una diagnosi di cancro (3,3 per cento/anno). Tuttavia, l’aumento delle dimensioni della prostata è risultata simile tra i due gruppi (variazione media del 2,2 per cento/anno).
Dice il Dott. Breau “I nostri dati indicano che gli uomini con o senza cancro alla prostata hanno tassi di crescita simili alla prostata”.
Questi risultati sono stati presentati questa settimana all’ American Urological Association (http://www.ncsaua.org/) a Scottsdale, Arizona.
Audio dei risultati dell ricerca: Mp3
Video dell’intervista al dott. Breau: WMV
Presentata dalla Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute, livelli di assistenza e principi etici di sistema, l’analisi preliminare sull’attività di ricovero dell’anno 2008.
I dati confermano la tendenza già emersa da qualche anno: si registra una riduzione dei ricoveri in quasi tutte le tipologie di attività (acuti e riabilitazione), in regime ordinario e diurno. In particolare,i ricoveri nel 2008 sono stati 12.128.678, in diminuzione dell’1,7% rispetto al 2007. Fanno eccezione i reparti per lungodegenti, che accrescono il numero delle dimissioni, con un incremento del 3%. Segno positivo anche per il numero di dimissioni di neonati sani: +2,2% rispetto al 2007.
Le giornate di degenza nel 2008 risultano pari a 76,055 milioni, con una riduzione dello 0,9 %.
Il tasso di ospedalizzazione complessivo a livello nazionale scende sotto il 195 per 1.000 abitanti.
La degenza media è sostanzialmente stabile da diversi anni, posizionata su 6,7 giorni.
Un nuovo periodico web specializzato sui temi dell’ambiente, della salute e della societa’ è online da oggi. Si tratta di Eco Graffi, “Il nostro periodico esce con l’intento di focalizzare l’attenzione dei lettori su tre tematiche fondamentali: l’ambiente sia come aspetti di tutela, di sviluppo, di ricerca scientifica e di innovazione etica, sia come nuova opportunità di rilancio dell’occupazione. Secondo punto: la tutela della salute, ovvero “del benessere psico-fisico degli esseri viventi tutti”. Infine, la società guardando ad una ecologia della vita.” afferma il direttore Giorgio Diaferia, medico e giornalista.
Il Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze (Gimbe) presenta Infosanità, portale che offre un’ampia panoramica sulla sanità italiana. Un vero e proprio database che archivia aziende sanitarie pubbliche e private, contatti istituzionali di enti del Servizio sanitario nazionale e regionale, università, ordini e collegi professionali, società scientifiche, comitati etici e industrie.
La banca dati è di facile accesso, con un’interfaccia grafica semplice che offre tre modalità di ricerca:
geografica: dalla Regione di interesse alla singola Provincia, vengono mostrate le strutture presenti classificate per categoria
per categoria: per la categoria di interesse vengono mostrate le organizzazioni presenti in una determinata area geografica
libera: permette di utilizzare il testo libero e di filtrare i risultati per categorie e/o aree geografiche.
L’accesso al sito è gratuito e non richiede registrazione.
Sono stati pubblicati, e sono disponibili sul sito SNLG, due nuovi documenti elaborati dal Servizio Sanitario della Toscana in accordo con il metodo del Sistema nazionale per le linee guida.
Ricercatori della Purdue University hanno scoperto un nuovo approccio per la riparazione di fibre nervose danneggiate da lesioni del midollo spinale, si tratta di nano-sfere che potrebbero essere iniettato nel sangue subito dopo un incidente.
Purdue University’s Weldon School of Biomedical Engineering
I ricercatori da tempo hanno studiato il modo per fornire farmaci per il trattamento del cancro e di altre terapie con le microsfere. Ora è stato dimostrato che le micelle stesse ripararano gli assoni danneggiati negli animali da esperimento.
“E’ stata una scoperta molto sorprendente”, ha detto Ji-Xin Cheng, professore associato presso la Scuola Weldon di Ingegneria Biomedica e Dipartimento di Chimica. “Micelle sono state utilizzate sotto forma di veicoli per la consegna di farmaci nel campo della ricerca, ma nessuno ha mai utilizzato direttamente questi prodotti come una medicina.”
I risultati sono descritti in un documento pubblicato sulla rivista Nature Nanotechnology dell’8 novembre 2009.
E’ consultabile online e satrà presto disponibile anche in versione cartacea una guida per i malati di cancro. L’ “Oncoguida” così si chiama è stata realizzata da AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro), ISS e Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con la collaborazione delle Società scientifiche.
L’Oncoguida è un’iniziativa molto importante per i malati oncologici, rappresenta un vero e proprio motore di ricerca delle strutture. “Sono le Pagine Gialle dell’oncologia – spiega il prof. Garaci – con 20.000 indirizzi in tutta Italia divisi per Regione e tipologia di struttura: ospedali, associazioni di volontariato, organizzazioni no profit per sapere a chi rivolgersi per diagnosi, trattamenti terapeutici, sostegno psicologico, riabilitazione e assistenza. Uno strumento prezioso per far valere i propri diritti e scegliere dove farsi curare”.
La Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha divulgato un documento sull’Influenza A (H1N1) in ambito perinatale, elaborato dal Gruppo di Studio di Infettivologia Neonatale della Società.
Il documento raccoglie le evidenze scientifiche, le indicazioni di autorevoli fonti straniere e le indicazioni ministeriali sull’argomento ed è stato approvato e pubblicato dal Consiglio Direttivo della Societa’ in data 30 Ottobre 2009.
Una nuova arma contro il cancro è stata individuata nell’impiego di nanoparticelle denominate BIND 014. La tecnica, finora sperimentata solo sui topi, consente di eliminare solo le metastasi, non intaccando le cellule sane ed evitando in tal modo i pesanti effetti collaterali.
Le nanoparticelle, con un diametro di mille volte piu’ piccolo di quello di un capello umano (che misura solo 100 nanometri) rivestite da un particolare “mantello molecolare” (acido polilattico) che le rende invisibili al sistema immunitario e quindi al suo attacco, aggrediscono solo le cellule tumorali trasferendo in loco il principio attivo del farmaco oncologico che trasportano (es. docetaxel).
Dopo il completamento degli studi condotti su animali, che hanno dimostrato che questa forma di terapia può portare alla totale distruzione delle cellule tumorali, entro un anno partirà un trials clinico su 25 pazienti volontari; se avrà successo, questa terapia potrebbe essere utilizzata abitualmente entro cinque anni.
Il Servizio Sanitario della Regione Toscana attraverso il Servizio Nazionale Linee Guida (SNLG) ha provveduto all’aggiornamento delle linee guida
sulla Diagnosi e cura dell’ictus (la cui versione precedente era del 2005) e Diagnosi e trattamento delle epilessie (prima pubblicazione nel 2006).
L’ American College of Cardiology Foundation (ACCF) e L’American Heart Association (AHA) ha prodotto congiuntamente una linea guida nell’area delle malattie cardiovascolari relativa alla standardizzazione nella valutazione peri e post operatoria nel trattamento di pazienti cardiopatici da sottoporre a chirurgia non cardiaca.
Vengono valutate le attività (test clinici) e le strategie operative (terapia farmacologica) che permettano di individuare il rischio perioperatorio di eventi cardiaci (infarto, etc) in pazienti da sottoporre a chirurgia non cardiaca.
L’ American Thyroid Association ha revisionato le linee guida sull”utilizzo dell’ago aspirato e dello iodio radioattivo, focalizzando le circostanze secondo le quali questi trattamenti devono essere effettuati perchè necessari.
I nuovi orintamenti sono stati stilati dal Dr. David Cooper, professore di medicina alla Johns Hopkins University, e da un gruppo internazionale di esperti di ultrasuoni. Nel documento si afferma che la scelta dei noduli che dovrebbero essere sottoposti a biopsia dovrebbe essere fatta non solo in base alla grandezza, ma anche in base all’aspetto (spongiforme).
Le linee guida, pubblicate sulla rivista “Tyroid” di novembre, affrontano anche l’impiego di iodio radioattivo (RAI), ha detto il dottor Cooper, “Possiamo affermare che i pazienti che hanno tumori di 1 cm o meno non dovrebbe ottenere la RAI, in precedenza non era stato affrontato questo aspetto”.
Uno studio finanziato dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) americano ha stabilito una relazione di causa-effetto tra i farmaci assunti in gravidanza e le malformazioni alla nascita.
La ricerca ha analizzato 13.000 madri di neonati venuti alla luce con malformazioni e 5.000 donne con piccoli sani. Le volontarie messe confronto abitavano nella stessa regione di modo da evitare possibili motivazioni ambientali ai problemi dei piccoli. Le donne sono state considerate ‘esposte agli antibiotici’ se avevano usato questi farmaci nel mese precedente al concepimento o nel primo trimestre di gravidanza. Tra le malformazioni alla nascita riscontrate figurano: alterazioni cerebrali o cardiache, arti piu’ brevi della norma, cavo orale non sviluppato completamente.
L’uso di medicinali antibiotici e sulfamidici in gravidanza e correlato alle malformazioni alla nascita
La rivista ufficiale della società Canadian Society of Allergy and Clinical Immunology (CSACI), ha iniziato la pubblicazione della propria rivista sulla piattaforma BioMed Central, avendo deciso di pubblicare ad accesso libero, l’obiettivo è quello di aumentare il successo della rivista.
La nuova rivista Allergy, Asthma & Clinical Immunology mira ad accrescere la comprensione e il trattamento delle malattie allergiche ed immunologiche.
Uno studio dell’Università di Ottawa (Canada), dell’Università di Aberdeen (Uk) e dell’Ireland’s National Cancer Registry (Irlanda), dopo aver esaminato un campione di 264 persone malate e 408 persone sane, è giunto alla conclusione che la presenza nella dieta del composto chimico quercetinaprovoca una riduzione del 50% dei rischio di sviluppare cancro del colon.
Il contenuto di quercetina è maggiore nelle mele rosse e si trova concentrata soprattutto nella buccia. Ecco perché sarebbe meglio non sbucciare le mele. La pubblicazione sulla prestigiosa rivista “British Journal of Nutrition“.
Recentemente The Cochrane Library ha pubblicato una revisione di vari studi relativi all’uso dell’aglio contro il raffreddore.
In particolare è stata presa in esame una ricerca in cui erano coinvolti 146 partecipanti suddivisi in modo casuale in due gruppi. Dai risultati, un componente dell’aglio, l’allicina, avrebbe la proprietà di bloccare gli enzimi che svolgono un ruolo primario nelle infezioni.
I cittadini veneti con patologie di tipo psichiatrico assistiti negli Ospedali o nei servizi territoriali sono 67.170, pari a 16,7 persone ogni 1000 residenti, con un’età media di 51,9 anni, e con prevalenza delle femmine (58%).
Si concentrano, sia tra i maschi che tra le femmine, nella fascia tra 40 e 50 anni d’età.
Tra le femmine, il 30% ha più di 64 anni; tra i maschi la percentuale degli anziani scende al 21%.
Le patologie più frequenti sono la schizofrenia (24%), la depressione (18%), le sindromi nevrotiche (17%) e le psicosi affettive (16%).
Complessivamente nei Servizi Territoriali, sono state erogate in un anno 1.346.334 prestazioni, mentre i ricoveri ospedalieri sono stati oltre 20.000.
La sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD, acronimo per l’inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente, la società SIGN (Scottish Intercollegiate Guidelines Network) ha emanato delle linee guida internazionali sulla gestione di questo disturbo.
La linea guida si propone di fornire un quadro di riferimento per le prove di valutazione e di gestione di ADHD, che può essere applicata nell’ambito di un approccio multidisciplinare come la famiglia, la scuola e l’assistenza pubblica.
Nel presente studio, scienziati francesi, olandesi, portoghesi e inglesi hanno studiato il ruolo di un gruppo di geni che controlla molti aspetti dello sviluppo embrionale e che è implicato anche nella determinazione del numero di vertebre nella colonna vertebrale. La ricerca, finanziata dall’UE pubblicata è pubblicata dalla rivista Developmental Cell.
I geni Hox sono presenti in tutto il regno animale; questi geni regolatori svolgono un ruolo importante nello sviluppo, garantendo, per esempio, che i nostri arti crescano al posto giusto. Si sa che una famiglia di geni regolatori, chiamati Cdx, è implicata nella definizione del numero di vertebre.
“Abbiamo mostrato come l’attivazione di geni Hox faccia parte del modo in cui i geni Cdx promuovono la crescita dell’embrione all’estremità della coda”, ha spiegato Moises Mallo dell’Instituto Gulbenkian de Ciência in Portogallo.
A Seoul è stata presa una decisione che segnerà la storia del Web: l’Icann (Internet corporation for assigned names and numbers) ha approvato l’uso di indirizzi e domini web con caratteri non latini. I primi domini arriveranno già per la metà del 2010, dato che l’ente sta lavorando alla sperimentazione delle procedure da due anni.
Dal punto di vista tecnico, il cambiamento può avvenire grazie a un sistema di traduzione che consente a differenti alfabeti di essere convertiti nel giusto indirizzo. E cosa più importante, i nomi scritti in cirillico, piuttosto che in arabo, saranno compresi e interpretati dai vari server che collegano i computer tra loro nel web. Per la prima volta quindi Internet dispone di un sistema universale di indirizzamento, comprensibile e traducibile in tutte le lingue.
Ad avvantaggiarsi inizialmente delle nuove possibilità varate dall’Icann sarà proprio la Cina che è uno dei Paesi che ha insistito con più forza per ammettere anche caratteri diversi da quelli latini.
Si tratta della più grande innovazione da quando internet è stata creata, 40 anni fa.
In un articolo pubblicato su Nature di oggi, i ricercatori della Queen Mary, University of London e della Harvard Medical School descrivono come il corpo converte un ingrediente trovato negli oli di pesce in un’altra sostanza chimica chiamata Resolvin D2 e su come questa sostanza riduce l’infiammazione che porta ad una varietà di malattie, fra le quali la sepsi, l’ictus e l’artrite.
“Sappiamo da tempo che gli oli di pesce possono contribuire a migliorare le condizioni dei pazienti con l’artrite, quello che abbiamo dimostrato nella ricerca è come il nostro corpo attraverso dei processi particolari trasforma un composto l’acido docosaesaenoico presente in questi oli in Resolvin D2. Abbiamo anche esaminato nel dettaglio questa sostanza chimica, cercando di capire come allevia l’infiammazione” – afferma Mauro Perretti, docente di Immunofarmacologia alla Queen Mary University di Londra.” Sembra essere una sostanza chimica molto potente e una piccola quantità può avere un grande effetto “.
E’ entrato oggi nella piattaforma di BioMed Central un nuovo giornale: Automated Experimentation. La rivista è indirizzata a ricercatori di informatica biomedica, saranno trattati e discussi i processi automatizzati, i protocolli di sperimentazione . Con i recenti progressi in ingegneria, la robotica di laboratorio e informatica, l’automazione degli esperimenti questa disciplina sta diventando sempre più importante per accelerare la ricerca su vasta scala, in particolare in settori come la biologia dei sistemi e della medicina traslazionale.
Scienziati della Stanford University School of Medicine (Usa), hanno messo a punto un coktail di sostanze chimiche e vitamine che riesce a interagire con le cellule staminali, che vengono dalla pelle, per trasformarle in ovociti e spermatozoi.
“Riuscire a ricostruire le tappe della formazione delle cellule germinali, e individuare i geni coinvolti in questo meccanismo, potrebbe aprire la strada alla comprensione di molti casi di sterilità e aiutarci a capire cosa va storto in queste persone”, afferma Reijo Pera uno degli autori. I tre geni identificati sono: DAZL, che agisce precocemente, DAZ1 e BOULE, che regolano le fasi più avanzate dello sviluppo.
Gli stessi autori della ricerca sostengono, pero’, viste le implicazioni etiche della scoperta, che bisognerebbe concordare specifiche linee guida per la produzione e l’uso di spermatozoi e ovuli artificiali. Lo scorso luglio, per la prima volta al mondo, un gruppo di ricercatori della Newcastle University (Gran Bretagna) era riuscito a ottenere spermatozoi par tendo da cellule staminali (nostro post).
E’ online un nuovo sito internet realizzato dal Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali per aiutare i cittadini a prevenire e combattere la diffusione dell’Influenza A/H1N1.
Nel portale potrai trovare servizi, quiz, test e giochi interattivi per adulti, giovani, genitori e non, utili a prevenire il contagio, valutare te stesso ed aiutarci a diffondere la Campagna on line.
Esempio con il “ Quiz on line Vero Falso? , vengono proposte domande che aiutano il cittadino a capire quanto ne sa sull’Influenza A/H1N1.
Il sito, si affianca al portale ministeriale www.ministerosalute.it nella campagna on line sulla nuova influenza A.