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Archivio per la categoria ‘Tecno Sanità’

Algoritmo di Google ricerca i biomarcatori tumorali.

Pubblicato da giorgiobertin su maggio 18, 2012

La strategia utilizzata da Google per decidere quali pagine sono rilevanti per una query di ricerca può essere utilizzato anche per determinare quali proteine del cancro di un paziente sono rilevanti per la progressione della malattia. I ricercatori dell’University of Technology di Dresda, in Germania, hanno utilizzato una versione modificata dell’algoritmo PageRank di Google per classificare circa 20.000 proteine per la loro rilevanza genetica e per la progressione del cancro al pancreas. Nel loro studio, pubblicato in PLoS Computational Biology, hanno trovato sette proteine che possono aiutare a valutare il grado di aggressività del tumore di un paziente e quindi guidare il medico a decidere se il paziente dove ricevere la chemioterapia o no.

Rimane anche il problema di trasformare le intuizioni in nuovi farmaci che rallentino la progressione del cancro. Un primo passo in questa direzione è la collaborazione con il gruppo con sede a Dresda RESprotect società biotech, che esegue sperimentazioni cliniche sui farmaco contro il cancro del pancreas.

Questi strumenti diagnostici, sono ben lungi dall’essere perfetti e devono ancora essere validati in studi di follow-up più ampi prima di poter essere utilizzato nella pratica clinica. La strada però e aperta e certamente da percorrere.

Leggi il full text dell’articolo:
Google Goes Cancer: Improving Outcome Prediction for Cancer Patients by Network-Based Ranking of Marker Genes.
Winter C, Kristiansen G, Kersting S, Roy J, Aust D, et al.
PLoS Comput Biol 8(5): e1002511.

Fonte ed approfondimenti: University of Technology – Dresda

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Ministero della Salute: on line nuova area open data.

Pubblicato da giorgiobertin su maggio 17, 2012

E’ online la nuova area “Open Data” del portale del Ministero (www.dati.salute.gov.it) dedicata alla valorizzazione, promozione e diffusione di dati pubblici prodotti dal Ministero stesso. I primi set di dati disponibili riguardano le ASL e la relativa popolazione, i prodotti fitosanitari (una delle sezioni piu’ visitate del portale), le farmacie, le parafarmacie, i depositi e i grossisti di medicinali, i 50 medicinali senza obbligo di prescrizione o da banco piu’ venduti, gli stabilimenti di trasformazione alimentare, l’elenco dei dispositivi medici.

Con il termine Open Data si fa riferimento ad alcuni tipi di dati (informazioni, numeri, ecc.) che dovrebbero essere liberamente a disposizione di tutti coloro che ne abbiano bisogno per riutilizzarli, pubblicarli e manipolarli senza restrizioni dovute a copyright, brevetti o altri meccanismi di controllo. I dati sono disponibili in formato aperto, standardizzato e leggibile da un’applicazione informatica per facilitare la loro consultazione e incentivare il loro riutilizzo anche in modo creativo.

Nell’area e’ disponibile anche una serie di strumenti per gli utenti in grado di agevolare l’integrazione dei dati in nuove applicazioni, destinate, in particolare, al settore degli smartphone e tablet (apps).

Accedi al nuovo portale:  www.dati.salute.gov.it

Fonte: ASCA

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Protesi dell’anca per uso a lungo termine.

Pubblicato da giorgiobertin su maggio 5, 2012

I ricercatori del Fraunhofer Institute for Manufacturing Engineering and Automation IPA di Stoccarda, in collaborazione con un team internazionale in un progetto finanziato dalla CE denominato “ENDURE” (Enhanced Durability Resurfacing Endoprosthesis), hanno ora sviluppato un nuovo tipo di protesi d’anca che, a differenza dei tradizionale impianti di oggi, fornisce una soluzione priva di metallo e con una elasticità molto simile alle ossa.

Il risultato è un impianto metal-free, ad alta tecnologia composto da: La presa dell’anca è fatta di fibre di carbonio PEEK – ad alta resistenza all’usura, costruita con un polimero biocompatibile. Per la testa del femore viene utilizzata la ceramica. In aggiunta a tutto questo, un rivestimento di idrossiapatite (un minerale fosfato di calcio) che garantisce che il tessuto osseo si fonda completamente con la struttura della superficie dell’impianto. “Gli impianti di cobalto-cromo in uso fino ad oggi sono molto rigidi, e il trasferimento del carico per l’osso non ottimale.

Un team di medici presso l’Università di Newcastle hanno dimostrato in operazioni eseguite su cadaveri, che la nuova protesi all’anca può essere, se necessario, rimossa senza alcuna difficoltà. Inizieranno a breve gli studi clinici.

Comunicato stampa: Fraunhofer Institute for Manufacturing Engineering

Fonte ed approfondimenti: News Medical

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Un “topo lucciola” ci aiuta a vedere i meccanismi cellulari.

Pubblicato da giorgiobertin su aprile 28, 2012

Un nuovo topo transgenico, chiamato MITO-LUC, è stato prodotto nel laboratorio di ricerca di Oncogenesi Molecolare dell’IRE, come eccellente modello sperimentale per gli studi sulla proliferazione cellulare. L’animale è stato ottenuto legando il gene della luciferasi, una proteina prodotta dalle lucciole, ad un frammento di DNA del topo che dipende dal fattore di trascrizione NF-Y, una proteina strettamente coinvolta nel processo di divisione e moltiplicazione cellulare. Quando si trovano in fase di crescita, le cellule dell’animale emettono bioluminescenza, una luce visibile ed apprezzabile dall’esterno semplicemente utilizzando una speciale macchina fotografica, senza alcun danno per l’animale.

Noi pensiamo che i topi MITO-Luc siano un potente strumento per misurare rapidamente e facilmente la proliferazione cellulare in molte applicazioni sperimentali di interesse medico. Inoltre, sono utili per prevedere, mappare e caratterizzare la tossicità di vecchi e nuovi composti anti proliferativi con grandi implicazioni nel campo oncologico e farmaceutico”- afferma la dott.ssa Giulia Piaggio che ha guidato i ricercatori.

Leggi abstract:
A Highlights from MBoC Selection: Molecular imaging of nuclear factor-Y transcriptional activity maps proliferation sites in live animals
Silvia Bacchetti, Adriana Maggi, Ada Sacchi, Paolo Ciana, and Giulia Piaggio + al.
Mol. Biol. Cell 2012 23:8 1467-1474

Fonte: Comunicato stampa: Istituto Regina Elena      –     Intervista Dr.ssa Giulia Piaggio(mp3)

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All’interno del cervello in 3D.

Pubblicato da giorgiobertin su marzo 31, 2012

Spettacolari immagini del cervello rivelano una struttura sorprendentemente semplice. Una rete di comunicazione dalla geometria razionale e disciplinata, formata da corsie multiple a livelli sovrapposti. Sembra di sorvolare una metropoli progettata per un traffico senza ingorghi, ma si tratta della sorprendente cablatura interna del nostro cervello, mostrata da una nuova tecnica di imaging.

La ricerca, basata sulla scansione di numerosi cervelli di specie diverse di scimmie e umani, è pubblicata su Science. Un team americano coordinato da Van J. Weeden, del Martinos Center for Biomedical Imaging presso il Massachusetts General Hospital, si è avvalso di un metodo di imaging chiamato a spettro di diffusione (DSI), un tipo di risonanza magnetica che rende in immagini l’orientamento dei tessuti fibrosi all’interno di un volume biologico.
“Questo strumento, unico nel suo genere, ci sta portando ad apprezzare con estremo dettaglio un’architettura estremamente schematica”, ha commentato Wedeen. La mappatura di questa rete può gettar luce anche sui meccanismi di accrescimento embrionale.

Leggi abstract:
The Geometric Structure of the Brain Fiber Pathways
Van J. Wedeen,Douglas L. Rosene,Ruopeng Wang,Guangping Dai,Farzad Mortazavi,Patric Hagmann,Jon H. Kaas,and Wen-Yih I. Tseng
Science 30 March 2012: 335 (6076), 1628-1634.

Fonte: Galileo – Giornale di scienza e problemi globali

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Cerotto elettronico wireless.

Pubblicato da giorgiobertin su marzo 28, 2012

Basta con le lunghe liste d’attesa: presto si potra fare l’elettrocardiogramma comodamente da casa. Come? Con un semplice cerotto applicabile sulla pelle. La creazione è stata ideata dal dottor John Rogers, docente dell’Università dell’Illinois di Urbana (Usa). Il cerotto wireless è stato presentato durante 243esimo National Meeting & Exposition dell’American Chemical Society di San Diego (Stati Uniti).

Credit immagine: John Rogers/University of Illinois at Urbana-Champaign

Resta attaccato alla pelle per 10 giorni, ossia per tutto il tempo necessario per effettuare le analisi.

Come funziona? Dopo aver raccolto i dati necessari, il cerotto li può inviare a un computer o ad un cellulare. Successivamente, quanto sono stati ricevuti i dati il cerotto si può staccare tranquillamente dalla pelle, entrerà in commercio dall’anno prossimo e costerà meno di 7,50 euro.

John Rogers (tra i migliori scienziati del 2011 secondo Nature) e il suo team di ricercatori, dal 2005 lavora a circuiti stretch  integrabili nel corpo umano.

Comunicato stampa: University of Illinois

Fonte ed approfondimenti: Wired.it  -  Dailymailonline

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Super PC per la personalizzazione dei trattamenti.

Pubblicato da giorgiobertin su marzo 24, 2012

Sviluppata da ricercatori israeliani ad Haifa una nuova piattaforma che si chiamera’ Clinical Genomics (Cli-G), e che funziona analizzando le caratteristiche individuali del paziente e lo specifico profilo della malattia, confrontandolo con l’analisi di casi precedenti simili e con le opportune linee guida, formulando alcuni ‘suggerimenti’ ai medici su diagnosi e terapie.

La piattaforma permette anche analisi successive ad esempio sull’efficacia dei farmaci usati: “Fornendo ai nostri medici preziose informazioni in merito ai trattamenti che hanno avuto il miglior esito nella cura di pazienti con caratteristiche cliniche simili – osserva Marco Pierotti, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori – possiamo così contribuire ad agevolare il loro lavoro e, di conseguenza, il risultato finale delle cure”.

Attualmente gli scienziati di IBM Research stanno collaborando con la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, per la messa a punto della nuova soluzione di supporto decisionale.

Fonte ed approfondimenti: IBM PressHealth Tech News

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Esoscheletro inizia la commercializzazione.

Pubblicato da giorgiobertin su marzo 2, 2012

Ekso Bionics (Berkeley, CA) ha recentemente consegnato un esoscheletro Ekso completo al suo primo cliente, la presentazione è stata fatta al Craig Hospital di Denver, un istituto dedicato alle lesioni del midollo spinale e riabilitazione dopo lesione cerebrale traumatica. Il sistema Ekso è legato all’utente e si indossa sopra gli indumenti, permettendo ai paraplegici di alzarsi e camminare. L’azienda fornirà più unità nel corso dei prossimi mesi.

“Avevamo detto che la commercializzazione delle prime unità sarebbe avvenuta nel 1 ° trimestre del 2012, e abbiamo rispettato questo termine”, ha spiegato Eythor Bender, CEO Ekso Bionics ‘. “Ekso Bionics ha soddisfatto tutti i requisiti della FDA che consentono alla società di vendere la prima versione commerciale dell’esoscheletro Ekso ai centri di riabilitazione”.

Comunicato stampa: EKSO BIONICS DELIVERS FIRST “EKSO” EXOSKELETON

Sito web: Ekso Bionics   -   video from FutureMed event

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Cerotto nanotecnologico per la cura delle piaghe da decubito.

Pubblicato da giorgiobertin su marzo 2, 2012

La facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna con lo staff guidato da Andrea Zucchelli ha realizzato una macchina in grado di lavorare del materiale necessario alla realizzazione di un cerotto per la cura delle piaghe da decubito, composto da filamenti di un miliardesimo di metro.

L’Università insieme alle imprese di Innovanet Cna Insieme hanno creato un primo prototipo, oggi funzionante al 100%. Secondo Zucchelli i risultati sarebbero sbalorditivi: “L’abbiamo testato anche su di noi e su alcuni familiari. Le piaghe dei pazienti passano in poco tempo dal cianotico al rosa. In due mesi e mezzo, su un malato di diabete che si stava letteralmente scarnificando è iniziata a ricrescere la carne”. L’obiettivo, come ha spiegato Paolo Bertuzzi del team di imprese Cna che ha realizzato il macchinario, è quello di arrivare a distribuire questi cerotti nelle farmacie.

Fonte: Cybermed

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Catetere vascolare renale ad energia contro l’ipertensione.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 26, 2012

La denervazione renale per il controllo dell’ipertensione resistente ai farmaci potrebbe essere presto una procedura comune per i pazienti grazie allo sviluppo della tecnologia. Il dispositivo V2 Renal Denervation System messo a punto da una società di Laguna Hills in California è una combinazione di un catetere a palloncino con un forniture di energia RF (Radiofrequenza Percutanea) per la denervazione dei nervi simpatici nelle pareti delle arterie renali.

“Abbiamo trovato il catetere facile da usare e molto efficiente in termini di tempo terapia” afferma il prof. Hoppe. E’ partito uno studio clinico “RIDURRE-HTN” su 64-paziente progettato per convalidare le prestazioni cliniche del Vessix VascularV2 su sistema renale per i pazienti ipertesi farmaco-resistenti. La denervazione renale è una nuova procedura percutanea che utilizza un catetere  per neutralizzare  nervi simpatici renali, la cui iperattività porta alla pressione alta.

HOW THE VESSIX V2 RENAL DENERVATION SYSTEM™ WORKS

Fonte ed approfondimenti: Medgadget

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Nanochirurgia e lotta contro il cancro

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 18, 2012

I ricercatori del Polytechnique di Montréal sono riusciti a cambiare il materiale genetico delle cellule tumorali usando un nuovo metodo di trasfezione (introduzione di molecole di varia natura (DNA,RNA, proteine) in cellule eucaristiche).

Il metodo unico sviluppato dal professor Michel Meunier e il suo team utilizza un laser a femtosecondi (un laser con impulsi ultra-corti) con nanoparticelle di oro. Depositate sulle cellule, queste nanoparticelle concentrano l’energia del laser e consentono di eseguire in scala nanometrica chirurgia in modo estremamente preciso e non invasivo. La tecnica consente di modificare l’espressione dei geni nelle cellule tumorali e potrebbe essere usata per rallentare la loro migrazione e prevenire la formazione di metastasi.

A differenza dei trattamenti convenzionali, che distruggono l’integrità fisica delle cellule, il nuovo metodo assicura la vitalità cellulare, con una tossicità inferiore a 1%. I risultati dello studio sono stati pubblicati nella rivista Biomaterials.

Leggi abstract:
Off-resonance plasmonic enhanced femtosecond laser optoporation and transfection of cancer cells.
Judith Baumgart, Laure Humbert, Étienne Boulais, Rémi Lachaine, Jean-Jaques Lebrun, Michel Meunier.
Biomaterials, 2012; 33 (7) March 2012, Pages 2345–2350

Fonte ed approfondimenti: Polytechnique di Montreal    –  ScienceDaily

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Farmaci distribuiti da un chip.

Pubblicato da giorgiobertin su febbraio 17, 2012

E’ stato realizzato un chip della grandezza di un pacemaker in grado di rilasciare in circolo, a orari stabiliti, il principio attivo prescritto dal medico. Questo erogatore miniaturizzato, sviluppato da ingegneri del Mit in collaborazione con la MicroCHIPS Inc., è il risultato di quindici anni di idee e collaudi, ed è stato testato con successo su alcune donne colpite da osteoporosi. Lo studio è pubblicato su Science Translational Medicine.

 Photo: M. Scott Brauer

Il dispositivo è dotato di minuscoli serbatoi controllabili che possono contenere un farmaco o un microsensoer. I serbatoi possono essere aperti e chiusi sin base ad un programma preimpostato, attivato wireless tramite un trasmettitore, oppure sulla base di letture dei sensori incorporati.

Il teriparatide, il farmaco anti-osteoporosi usato dagli studiosi, è stato immagazzinato in venti dosi contenute in minuscoli serbatoi (ognuno grande come una punta di spillo e realizzato con una speciale tecnica di saldatura a compressione). La sigillatura del contenuto è stata affidata a uno strato d’oro, che protegge il principio attivo ma è abbastanza sottile da dissolversi rapidamente a comando. Sebbene attorno al dispositivo impiantato tenda naturalmente a formarsi una membrana fibrosa a base di collagene, l’assorbimento del medicinale non è risultato compromesso. Tanto che, nei dodici mesi di trattamento, le donne in osservazione hanno efficacemente contrastato l’osteoporosi come se il teriparatide fosse stato assunto per iniezione.

Leggi abstract:
First-in-Human Testing of a Wirelessly Controlled Drug Delivery Microchip
Robert Farra, Norman F. Sheppard, Laura McCabe, Robert M. Neer, James M. Anderson, John T. Santini, Jr., Michael J. Cima, and Robert Langer
Sci Transl Med 3003276. published ahead of print 16 February 2012

Fonte ed approfondiemnti: MIT News   -  Galileo Giornale di scienza

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Biochip misura il glucosio nella saliva.

Pubblicato da giorgiobertin su gennaio 22, 2012

I ricercatori della Brown University stanno lavorando alla realizzazione di un nuovo sensore in grado di controllare i livelli di zucchero nel sangue, misurando la concentrazione di glucosio nella saliva.

  Credit: Domenico Pacifici

La tecnica si avvale di una convergenza fra le nanotecnologie e la plasmonica di superficie, che esplora l’interazione tra elettroni e fotoni (luce). I risultati hanno mostrato che il biochip è in grado di rilevare i livelli di glucosio simile ai livelli trovati nella saliva umana. Il glucosio nella saliva umana è circa 100 volte meno concentrato nel sangue.

Leggi abstract.
Nanoscale Plasmonic Interferometers for Multispectral, High-Throughput Biochemical Sensing
Jing Feng, Vince S. Siu, Alec Roelke, Vihang Mehta, Steve Y. Rhieu, G. Tayhas R. Palmore, and Domenico Pacifici
Nano Letters Article ASAP

Fonte ed approfondimenti: Biochip measures glucose in saliva, not blood – Brown University

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Farmaci con microchip per monitorare la salute dei pazienti.

Pubblicato da giorgiobertin su gennaio 20, 2012

Nelle farmacie del Regno Unito, sono in arrivo dei farmaci con all’interno un microchip commestibile, che avrà il compito di monitorare la salute dei pazienti, soprattutto di quelli soggetti a regimi terapeutici complessi, e in questo modo, permettere loro di seguire i consigli del medico.

La pillola con il microchip (che non crea alcuna interazione) potrà essere ingerita anche insieme ad altri medicinali, ed è in grado di entrare in contatto con un cerotto che va applicato sulla spalla e cambiato una volta alla settimana. Il minuscolo chip, arrivato in un ambiente acido come quello dello stomaco, diventa capace di produrre una corrente elettrica che trasmette determinati segnali al cerotto. Quest’ultimo, grazie ad una particolare tecnologia, opera un confronto con una serie di dati che riguardano il sonno, la temperatura del corpo e il battito del cuore. Le informazioni elaborate vengono inviate al cellulare o al computer del paziente o del medico.

Questo innovativo sistema, si pone l’obiettivo di migliorare la terapia di quei malati cronici, che ad esempio, dimenticano di prendere i farmaci prescritti, dimenticanze che possono portare a complicanze sanitarie. Costo al pubblico, circa 50 sterline al mese, da settembre nelle farmacie inglesi.

Fonte ed approfondimenti: Pharmastar

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FRAX: strumento online per valutare il rischio di fratture.

Pubblicato da giorgiobertin su gennaio 17, 2012

Lo strumento FRAX è stato sviluppato dall’OMS per valutare il rischio di frattura nei pazienti. Si basa su modelli di pazienti singoli che integrano i rischi associati ai fattori di rischio clinici e alla densità minerale ossea (BMD) misurata a livello del collo femorale”.

Oltre allo strumento online le tabelle FRAX sono disponibili per essere scaricate in formato cartaceo ed utilizzate in ambulatorio. Lo sviluppo di modelli di valutazione dei rischi di frattura è stato basato su studi di coorte su popolazioni in Europa, Nord America, Asia e Australia e su dei programmi di lavoro intrapresi al Centro di Collaborazione dell’OMS sulle Malattie Metaboliche Ossee dell’Università di Sheffield.

L’ultima versione rilasciata v. 3.5 è disponibile in 18 lingue tra cui anche l’italiano.

Accedi al portale FRAX:
http://www.shef.ac.uk/FRAX/index.jsp?lang=it

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Melanoma: un dispositivo fotoacustico per scoprire il tumore.

Pubblicato da giorgiobertin su gennaio 6, 2012

Ingegneri biomedici dell’Università del Missouri hanno appena annunciato lo sviluppo e in previsione la commercializzazione, di un sistema di rilevamento delle cellule di melanoma in circolo in un campione di sangue. L’analisi si basa si basa sulla tecnologia fotoacustica. Il dispositivo a livello commerciale appena disponibile  inoltre sarà testato  in trial clinici per fornire i dati necessari per ottenere dalla US Food and Drug Administration l’approvazione per la diagnosi precoce del melanoma metastatico e di altri tumori.

MU Researcher’s Photoacoustic Device Finds Cancer Cells Before They Become Tumors from MU News Bureau on Vimeo.

“Usando un piccolo campione di sangue, il nostro dispositivo fornisce una diagnosi precoce per i tumori del melanoma aggressivo,” ha dichiarato John Viator, professore associato di ingegneria biomedica e dermatologia nel S. Christopher Bond Life Sciences Center. Il Dispositivo fotoacustico  emette luce laser in un campione di sangue e attraverso le proprietà di densità, luce, calore e colore  si ha una reazione delle cellule tumorali che vengono individuate rispetto alle altre cellule circostanti.

Press release from MU’s News Bureau: MU Researcher’s Photacoustic Device Finds Cancer Cells Before They Become Tumors

Paper and video in the Journal of Visual ExperimentsDetection and Isolation of Circulating Melanoma Cells Using Photoacoustic Flowmetry

Fonte: Medgadget

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Nanosensori per monitorare la salute delle cellule.

Pubblicato da giorgiobertin su gennaio 5, 2012

I ricercatori del Fraunhofer Research Institution for Modular Solid State Technologies EMFT di Monaco di Baviera hanno sviluppato un nuovo nanosensore per monitorare la salute delle cellule misurando i loro livelli di adenosina trifosfato (ATP). Alti livelli di produzione di ATP sono indicativi di elevati livelli di attività metabolica visibile nelle cellule sane, mentre una riduzione della produzione di ATP può indicare gli effetti nocivi dei composti medici o prodotti chimici sulle cellule.

 The yellow nanosensor signal in the overlay image (right) shows that the cells are active. If they were unhealthy, they would appear much redder. Center: the indicator dye signal. Left: the reference dye signal. © Fraunhofer EMFT

Il nanosensore è composto da particelle integrate con coloranti fluorescenti che possono passare attraverso le membrane cellulari. Il livello di produzione di ATP viene identificato usando la microscopia a fluorescenza, come spiegato nel comunicato stampa dell’istituto e
il grado con cui la luce viene riflessa dalle particelle dipende sulla quantità di ATP presente.

I ricercatori hanno così trovato una soluzione per ridurre il numero degli esperimenti che vengono effettuati sugli animali. “Stiamo fondamentalmente utilizzando una provetta per studiare gli effetti di prodotti chimici e dei loro potenziali rischi.

“Quello che facciamo è prendere le cellule viventi, che sono stati isolate da tessuti umani e animali e coltivate in colture cellulari, ed esporle alla sostanza in esame, “spiega il Dott. Jennifer Schmidt del EMFT. Se un data concentrazione della sostanza è tossica per la cellula, questa morirà. “Potremmo in futuro utilizzare il sistema per testare l’efficacia degli agenti chemioterapici di nuova concezione sulle cellule tumorali, si stanno sviluppando anche nanosensori in grado di determinare le concentrazioni di ossigeno e ammine tossiche.

Fonte ed approfondimenti: Fraunhofer Reserach Institution for Modular Solid State Technologies EMFT   -    Medgadget.com

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Alla scoperta delle “autostrade del cervello”.

Pubblicato da giorgiobertin su gennaio 3, 2012

Finora gli scienziati si sono limitati a studiare il cervello da una prospettiva molto limitata: sappiamo bene quali aree si accendono e si spengono in seguito a un danno cerebrale, ma non sappiamo come funzionano le connessioni tra le diverse zone del cervello. In un certo senso, è un po’ come aspettare che una macchina si schianti contro un muro per sapere cosa c’è dentro il cofano.


Nel 2012, le lacune degli scienziati verranno colmate dallo Human Connectome Project promosso dall’Università di Oxford. Il progetto sta mappando le connessioni all’interno di 1.200 cervelli umani e utilizzerà i risultati per ottenere un modello dettagliato di come le aree cerebrali comunicano tra di loro entro la fine dell’anno.

Accedi al portale: Human Connectome Project
The highways of the Human Brain” uncovered – Empowered News
Smart Guide to 2012: Mapping the human brain – New Scientist

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Depressione: cura con un pacemaker nel cervello.

Pubblicato da giorgiobertin su gennaio 2, 2012

La depressione e la sindrome maniaco-depressiva (o disturbo bipolare) possono essere curate senza farmaci, con una stimolazione profonda del cervello, attraverso l’applicazione di un apparecchio, una sorta di ‘pacemaker’, già in uso contro altre malattie come il Parkinson. E’ quanto dimostra una sperimentazione clinica durata complessivamente due anni, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Archives of General Psychiatry.

  dott.ssa Helen Mayberg

I ricercatori hanno sottoposto il campione di pazienti a diversi cicli di stimolazione elettrica tramite una apecie di pacemaker ed hanno visto che sia i pazienti depressi sia i bipolari ne traggono giovamento, fino anche a giungere alla remissione della malattia e assenza di ricadute. E’ emerso che i tassi di remissione e risposta alla terapia sono rispettivamente del 18% e del 41% dopo un ciclo di 24 settimane; 36% e 36% dopo un anno, 58% e 92% dopo due anni di stimolazioni attive.

Leggi il full text dell’articolo:
Subcallosal Cingulate Deep Brain Stimulation for Treatment-Resistant Unipolar and Bipolar Depression
Julie Kozarsky; Ronald Chismar; Jared L. Moreines; Klaus Mewes; Patricio Riva Posse; David A. Gutman; Helen S. Mayberg, et al.
Arch Gen Psychiatry. Published online January 2, 2012

Fonte ed approfondimenti: School of  Medicine Emory University

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Un nuovo sensore per rilevare il cancro al polmone.

Pubblicato da giorgiobertin su dicembre 24, 2011

Alcune malattie come il cancro del polmone e dello stomaco o malattie del fegato a causa della difficoltà di diagnosi e sintomi sono spesso confusi con disturbi di routine. Pertanto, nella maggior parte dei casi, la malattia viene rilevato solo in fase avanzata.

Tecnalia, attraverso il progetto Medisen, sta contribuendo a sviluppare biosensori in grado di rilevare la presenza di marcatori tumorali del cancro del polmone nell’aria espirata. Questo è possibile a causa delle modifiche prodotte all’interno dell’organismo di una persona malata, che si riflettono in cambiamenti nel respiro esalato del paziente e che permettono di determinare così la presenza di questo tipo di marcatore durante le fasi iniziali della malattia.

Composti organici: acetone, metanolo, butanolo, idrocarburi, ed altri sono stati analizzati utilizzando il gas cromatografo e lo spettrometro di massa (GC / MS). Poi, i risultati dei test sul respiro sono stati analizzati da algoritmi statistici e strutturali che riescono a discriminare ed identificare quelli “cancerosi”. Sono già in corso gli studi clinici

Fonte ed approfondimenti:
Tecnalia Ricerca e Innovazione

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Un endoscopio per guardare all’interno delle cellule.

Pubblicato da giorgiobertin su dicembre 23, 2011

Un endoscopio in grado di fornire immagini ottiche ad alta risoluzione degli interni di una singola cellula vivente, e quindi individuare singoli geni, proteine, farmaci terapeutici o altri prodotti, senza ferire o danneggiare la cellula, è stato sviluppato dai ricercatori dell’ University of California Berkeley’s Chemistry Department and Department of Materials Science and Engineering.

  (Credit: Image courtesy of DOE/Lawrence Berkeley National Laboratory)

Poiché le cellule sono otticamente trasparenti, possono essere riprese con luce visibile in tre dimensioni. Inoltre, la luce visibile permette la marcatura fluorescente e la rilevazione dei costituenti cellulari, come proteine, acidi nucleici e lipidi. L’unico svantaggio dell’uso della luce visibile nell’ imaging in biologia è stata la barriera di diffrazione, che impedisce alla luce visibile di risolvere strutture più piccole della metà della lunghezza d’onda della luce incidente.
“Incorporando uno dei nostri componenti nanofotonici in una semplice fibra ottica abbiamo messa a punto l’endoscopio nanofilo con sorgente luminosa locale, miniaturizzato che permette l’imaging subcellulare” hanno affermato Yang e i suoi co-autori che hanno pubblicato la loro ricerca scientifica sulla rivista “Nature Nanotechnology“. “In futuro, oltre all’imaging ottico potremmo anche usare questo endoscopio per stimolare elettricamente o otticamente una cellula vivente”, conclude Yang.

Leggi abstract:
Nanowire-based single-cell endoscopy
Ruoxue Yan, Ji-Ho Park, Yeonho Choi, Chul-Joon Heo, Seung-Man Yang, Luke P. Lee, Peidong Yang
Nature Nanotechnology, 2011

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Ictus: stimolazione elettrica transcranica ripara il danno.

Pubblicato da giorgiobertin su dicembre 16, 2011

Alcuni pazienti colpiti da ictus sviluppano eminegligenza spaziale (neglect), perdono cioè la capacità di visualizzare una parte dello spazio che li circonda. Il problema non è negli occhi ma in una parte del cervello che subisce il danno: gli occhi vedono ma il cervello non ‘registra’ l’immagine. La parte che diventa invisibile è quella opposta all’emisfero cerebrale colpito. Per questo problema le tecniche di riabilitazione oggi in uso non producono grossi risultati. Per questi pazienti un aiuto potrebbe venire dalla stimolazione elettrica transcranica.

dr. Giacomo Koch

I ricercatori dell’IRCCS Santa Lucia e dell’università di Tor Vergata di Roma coordinati dal dott. Giacomo Koch, hanno sperimentato la stimolazione magnetica transcranica su 20 pazienti reduci da ictus. Secondo i risultati del lavoro pubblicati sulla rivista Neurology, la stimolazione, detta anche TMS, è in grado di riabilitare i pazienti che hanno sviluppato eminegligenza spaziale riattivando la regione neurale danneggiata e quindi ridando equilibrio all’attività cerebrale dei due emisferi sbilanciata dall’ictus.

Leggi abstract:
Theta-burst stimulation of the left hemisphere accelerates recovery of hemispatial neglect
G. Koch, S. Bonnì,V. Giacobbe,G. Bucchi, B. Basile,F. Lupo,V. Versace,M. Bozzali, and C. Caltagirone
Neurology published ahead of print December 14, 2011

Comunicato stampa Fondazione Santa Lucia:
DOPO L’ICTUS IL PAZIENTE PUÒ IGNORARE QUANTO ACCADE ALLA SUA SINISTRA. LA SINDROME (NEGLECT), MIGLIORA IN DUE SETTIMANE CON LA STIMOLAZIONE MAGNETICA

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Un pacemaker cerebrale per il Parkinson made in Italy.

Pubblicato da giorgiobertin su dicembre 2, 2011

Un pacemaker intelligente dopo diversi anni di ricerche congiunte tra Fondazione Ca’Granda Policlinico e Università degli Studi di Milano, è stato brevettato come strumento per la gestione della malattia di Parkinson anche negli Stati Uniti.
Grazie a questa invenzione, per la prima volta, sarà possibile sintonizzare l’attività cerebrale alle necessità del paziente, rendendolo in grado di portare a termine le sue normali attività quotidiane con un miglioramento sensibile della qualità di vita sua e dei suoi familiari.

La conferma delle potenzialità della tecnologia e degli strumenti utilizzati arriva ora dagli Uffici brevetti europeo e statunitense che concedendo i relativi brevetti (European Pat. EP 1940508 e U.S. Pat. n°. 8.078.281) hanno riconosciuto questa invenzione come realmente innovativa nell’ambito delle terapie neuro-modulatorie. Si aprono quindi importanti prospettive per una applicazione potenzialmente in grado di rivoluzionare il campo della terapia del Parkinson e anche di altre gravi patologie neurodegenerative.

Il pacemaker: questo prodigio di tecnica e scienza made in Milano costerà caro negli “States”: il costo di un impianto si aggira sui 30mila dollari.

Comunicato stampa: Università di Milano

La tecnologia: Newronika.it

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Creato un dispositivo per mappare il cervello.

Pubblicato da giorgiobertin su novembre 16, 2011

Un team multidisciplinare di ricercatori coordinati da Brian Litt, professore di neurologia all’Università della Pennsylvania School of Medicine di Philadelphia, ha sviluppato un nuovo dispositivo ad alta risoluzione, flessibile, un array di elettrodi EEG per registrare l’attività neurale del cervello senza dover utilizzare gli elettrodi. La descrizione del dispositivo microelettronico e dei test sono stati pubblicati su Nature Neuroscience.

  The electrode array developed by Litt, Viventi and colleagues. Credit: Travis Ross and Yun Soung Kim, University of Illinois at Urbana-Champaign.

Il dispositivo 10mm x 9 millimetri è costituito da transistor al silicio, pieghevole e può essere utilizzato in aree fisicamente inaccessibili ai tradizionali array di elettrodi rigidi come all’interno delle fessure o tra gli emisferi corticali.
I ricercatori, oltre che alla comprensione dei disturbi del cervello si aspettano che il dispositivo in futuro, possa essere perfezionato per l’utilizzo in neuroprotesi, pacemaker, dispositivi ablativi e stimolatori neuromuscolari.

Leggi abstract:
Flexible, foldable, actively multiplexed, high-density electrode array for mapping brain activity in vivo
Larry Palmer,Jan Van der Spiegel,Jian Wu,Jianliang Xiao,Yonggang Huang,Diego Contreras, John A Rogers & Brian Litt et al.
Nature Neuroscience Published online 13 November 2011

Fonte ed approfondimenti: NIH news    –   Pennsylvania University

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Protesi alla retina high tech.

Pubblicato da giorgiobertin su novembre 3, 2011

Argus II “Retinal Prosthesis System” è il dispostivo realizzato dalla Second Sight Medical Products, (ditta californiana) ed è una protesi che nasce da una sperimentazione durata 10 anni e che per la prima volta è stata impiantata nella retina di un paziente di 60 anni malato di retinite pigmentosa, una malattia genetica che porta alla riduzione e alla perdita progressiva della vista.

L’intervento chirurgico, il primo di questo genere in Europa, è stato effettuato nell’Unità Operativa di chirurgia oftalmica dell’Ospedale di Pisa dal dottor Stanislao Rizzo e come egli stesso spiega, “l’operazione è durata 4 ore circa e non ci sono state complicazioni”. Fra due settimane, il tempo necessario all’occhio per ristabilirsi completamente dalla chirurgia, il dispositivo sarà attivato e calibrato per la funzione visiva del paziente.

Nello specifico, la protesi impiantata nella retina, è in grado di comunicare, grazie a una serie di minuscoli elettrodi, con l’occhio “bionico”, ovvero con delle microtelecamere high tech poste su speciali occhiali che permetteranno al soggetto di distinguere oggetti, persone e spazi circostanti.

Second Sight announces First Commercial Implant of Retinal Prosthesis

Fonte ed approfondimenti: Ansa   -    News-Medical.net

Second Sighty Medical Products

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