L’Enciclopedia Britannica 2010 sarà l’ultima a essere stampata e a essere venduta in edizione cartacea. Dopo 244 anni di storia i 32 volumi di una delle enciclopedie più diffuse e tradotte nel mondo diventano davvero merce da collezionisti. Inutile dire che la mole di conoscenza e di sapere accumulata in quasi un quarto di secolo e racchiusa in 32 tomi non poteva certo competere con i ritmi di aggiornamento e le possibilità di ricerca offerte dal web.
L’Enciclopedia Britannica continuerà quindi ad esistere solo in digitale: su Internet dove è già consultabile dal 1994 e nelle varie versioni per i dispositivi mobili oggi più in voga. la App dell’Enciclopedia Britannica per iPad ad esempio è già disponibile.
Per questo l’editore saluta l’annuncio più come inizio di una nuova era che la fine di un’epoca. E per celebrare l’evento l’accesso a Britannica Online sarà completamente gratuito per una settimana.
L’American College of Physicians (ACP) ha pubblicato sulla rivista “Annals of Internal Medicine” le linee guida sullo screening del cancro al colon-retto.
L’American College of Physicians incoraggia gli adulti a sottoporsi allo screening per il cancro del colon-retto a partire all’età di 50 anni. L’intervallo di screening per gli adulti a rischio medio con età oltre i 50 anni è di 10 anni per la colonscopia; cinque anni per la sigmoidoscopia flessibile, la colonscopia virtuale e clisma opaco a doppio contrasto; e annualmente per il test del sangue occulto fecale.
“Il successo di qualsiasi programma di screening, e quello del cancro del colon-retto in particolare, dipende dall’appropriatezza degli esami e del follow-up dei pazienti. Con risultati dello screening anormali si deve dare seguito alla ripetizione dei test a intervalli prestabiliti”. Afferma il dott. Hood.
Sono stati pubblicati sulla piattaforma Podcast “Pinali” tre video-animazioni sull’ipercolesterolemia familiare, una malattia rara di origine genetica.
L’American Cancer Society ha pubblicato le statistiche annuali sul cancro, comprensive delle stime il numero dei nuovi casi di cancro e di morti attesi nella Stati Uniti quest’anno.
Si prevedono un totale di 1.638.910 nuovi casi di cancro e 577.190 morti per tumore negli Stati Uniti nel 2012. Tra il 1990/1991 e il 2008, l’anno più recente per il quale sono disponibili i dati, i tassi di mortalità sono diminuiti del 23% circa negli uomini e del 15% nelle donne. Questo si traduce in oltre 1 milione di morti per cancro che sono stati evitati.
Dai dati statistici risulta che nonostante un calo dei tassi dei tumori più comuni, c’è stato un aumento dei tassi di diversi tumori meno comuni: pancreas, fegato, tiroide, del rene, del melanoma della pelle, l’adenocarcinoma esofageo (un tipo di cancro dell’esofago), e alcuni tipi di cancro alla gola associata a HPV (papillomavirus umano) infezione. L’American Cancer Society stima che circa un terzo delle morti per cancro nel 2012 saranno causati dal consumo di tabacco e un altro terzo sarà collegato a sovrappeso o obesità, inattività fisica e cattiva alimentazione.
I ricercatori includono una sezione speciale in “Cancer Facts & Figures”, mettendo in evidenza le problematiche di ricerca sul cancro o sulla cura.
Un dispositivo portatile lo smartphone può ‘avvertire’ una persona che sta per arrivare un infarto sulla base delle anomalie nell’elettrocardiogramma. A mettere a punto il sistema, che secondo gli inventori è già pronto per la commercializzazione, è stata la scuola Politecnica di Losanna (Epfl).
Il dispositivo consuma pochissima elettricità ed è costituito da sensori ad alta precisione applicati sulla pelle, un modulo radio ZigBee e un chip ottimizzano l’analisi e l’elaborazione dei segnali. Se vengono rilevate anomalie nel cuore, immediatamente viene allertato il telefono del paziente e il personale sanitario.
“Il sistema è in grado di raccogliere i dati in modo estremamente preciso – spiega David Atienza, uno degli inventori – ha un sistema di filtro del rumore di fondo molto efficace e batterie che durano un mese. Inoltre può mandare i dati al medico in formato già compresso, così che non debba analizzare ore e ore di tracciato”.
Si chiama EasyLDI ed è la nuova videocamera che permette di visualizzare in tempo reale la microcircolazione sanguigna, più rapidamente e in modo più accurato di una visita specialistica, e senza bisogno di ricorrere a metodi invasivi. Il dispositivo, progettato dalla start-up Aïmago presso lo Science Park dell’École polytechnique fédérale de Lausanne (EPFL) ha vinto il premio CTI MedTech 2011 come migliore innovazione dell’anno nel campo delle scienze della vita. La sua applicazione consentirà infatti di diagnosticare con maggiore precisione il grado di ustione di un tessuto, e sarà utile anche nella chirurgia plastica, nella cura delle lesioni causate dal diabete, in reumatologia e in neurochirurgia.
La videocamera è in grado di osservare una superficie di circa cinquanta centimetri quadrati e può arrivare a vedere fino a due millimetri di profondità, ottenendo circa ventimila immagini al secondo, analizzabili per ogni singolo pixel.
I chirurghi sono sempre più vicini ad identificare e rimuovere tutte le cellule cancerose in un tumore, grazie ad un lavoro di squadra che ha coinvolto ricercatori e clinici provenienti da Olanda, Germania e Indiana (USA). Il team ha riportato i risultati dei primi interventi chirurgici eseguiti su un cancro ovarico guidato dalla fluorescenza. La pubblicazione sulla rivista Nature Medicine.
Le cellule del cancro ovarico esprimono recettori dei folati che possono essere utilizzati per trasportare delle sostanze fluorescenti. In questo modo chirurghi sono in grado di vedere gruppi di cellule tumorali piccoli come un decimo di millimetro, in contrasto con la dimensione media attuale che si aggirava intorno ai 3 millimetri diametro (visiva), quindi 30 volte più piccoli.
Alle pazienti vengono iniettati le sostanze due ore prima dell’intervento chirurgico e una telecamera speciale, chiamata telecamera multispettrale a fluorescenza, quando le cellule tumorali si illuminano, mostra la loro posizione su un monitor a schermo piatto accanto al paziente durante l’intervento chirurgico. ”Penso che questa tecnologia rivoluzionerà le visioni chirurgiche. Prevedo che diventi un nuovo standard nella chirurgia del cancro in un tempo molto breve. ” ha affermato il dott. van Dam del Bio -Optical Imaging Center presso l’Università di Groningen (Olanda).
Il portale riporta una piccola guida su come orientarsi nel web alla ricerca di informazioni certificate; inoltre, dà la possibilità di tenersi sempre aggiornati, sia sul piano della comunicazione tra i singoli Collegi, sia su quello della formazione, grazie all’accesso a corsi e convegni. Infine, gli infermieri potranno videochattare direttamente con la presidente della Federazione Ipasvi, Annalisa Silvestro (il servizio sarà disponibile a partire dalla metà di giugno).
Un piccolo peptide potrebbe dare impulso alla formazione di nuove cellule cardiache, dette cardiomiociti, dopo un infarto. Lo rivela una nuova ricerca su modello animale pubblicata sulla rivista “Nature”. Una scoperta che potrebbe avere importanti implicazioni nella medicina rigenerativa cardiovascolare.
Uno dei maggiori ostacoli all’efficacia della terapia rigenerativa è stata finora l’identificazione di una fonte appropriata di cellule residenti che possano creare cardiomiociti funzionali. La timosina beta 4, in grado di incoraggiare la ricrescita di vasi sanguigni e il miglioramento della funzionalità cardiaca nei topi, si è mostrata capace di attivare cellule progenitrici che possono differenziarsi in nuovi cardiomiociti, riporta Paul Riley e colleghi dell’University College di Londra (Gb), il cui lavoro potrebbe portare in futuro a una efficace terapia post-infarto.
Segnaliamo l’importante scoperta del Tigem di Napoli su come le nostre cellule smaltiscono i rifiuti tossici. Lo studio è pubblicato su Science e avrà implicazioni per molte malattie genetiche. Per smaltire tutti i rifiuti, l’organismo ha bisogno non solo dei “termovalorizzatori” in grado di degradarli, i lisosomi, ma anche dei “camion” per trasportarli, chiamati autofagosomi. Il gruppo di Andrea Ballabio, direttore dell’Istituto Telethon di Napoli, e il Jan and Dan Duncan Neurological Research Institute del Texas Children’s Hospital (Houston) hanno ora scoperto che entrambi questi processi fanno capo a un unico gene, TFEB. I risultati dimostrano che agendo su TFEB è possibile aumentare non solo la capacità degradativa delle cellule, ma anche quella di intercettare le sostanze di scarto.
Un team di scienziati dell’Università di Louisville, UCLA e il California Institute of Technology ha realizzato un significativo passo avanti nel trovare una possibile terapia clinica per la paralisi. Rob Summers, 25 anni, completamente paralizzato dal petto in giù, dopo essere stato colpito da un veicolo in un incidente nel luglio 2006, oggi è in grado di raggiungere una posizione in piedi, fornendo anche una spinta muscolare al suo corpo.
I risultati, senza precedenti sono stati ottenuti attraverso continua e diretta stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale inferiore del soggetto (lesione spinale C7/T1), simulando i segnali che il cervello trasmette normalmente per avviare il movimento. Già precedenti ricerche avevano dimostrato la possibilità di rigenerare l’attività limbica motoria attraverso la stimolazione elettrica del midollo spinale negli animali con una lesione completa del midollo spinale.
Lo studio è pubblicato oggi nella rivista medica britannica The Lancet.
I ricercatori della Oregon Health Sciences University annunciano sulle pagine della rivista Nature di esser riusciti a mettere a punto un sistema in grado di lasciare nell’organismo una memoria praticamente indelebile contro l’Hiv. L’ingrediente segreto è il “Citomegalovirus” usato come vettore per portare all’interno del sangue alcune proteine specifiche della malattia che “insegnano” al sistema immunitario a riconoscere l’”invasore”.
I ricercatori hanno iniettato in 24 macachi un vaccino contenente una versione modificata del citomegalovirus, affinché fosse in grado di produrre antigeni contro il virus Siv, variante dell’Hiv nelle scimmie.
Ebbene, solo quelli vaccinati sono riusciti a tenere a bada il virus SIV, che non risulta rintracciabile nel loro organismo neanche usando tecniche sensibilissime. I macachi sono quindi riusciti a controllare l’infezione fino a far scomparire l’agente patogeno dal sangue. Un obiettivo, questo, che è pressoché impossibile da raggiungere con le attuali terapie antiretrovirali, sufficienti a tenere sotto controllo l’Hiv ma non ad eliminarlo del tutto.
“Abbiamo lavorato a questo vaccino – spiega Louis Picker – per dieci anni. Il ‘citomegalovirus’ che usiamo come ‘trasportatore’ ha il vantaggio di non causare sintomi nell’uomo, ma al contempo rimane nel corpo per sempre, e questo probabilmente influisce sulla capacità di mantenere la resistenza all’Hiv per molto tempo, perché il sistema immunitario è costantemente in stato di allerta”.
Il Policlinico di Abano Terme sarà il primo centro in Europa ad adottare la tecnologia robotica RIO (MAKO-Plasty) per gli interventi di chirurgia protesica al ginocchio. Si tratta di una nuova piattaforma tecnologica di chirurgia ortopedica sviluppata nel 2006 negli Stati Uniti. La piattaforma tecnologica è dotata di un braccio robotico, denominato RIO, grazie al quale il chirurgo può inserire protesi monocompartimentali, ovvero effettuare sostituzioni del solo compartimento malato del ginocchio (femoro-tibiale o femoro-rotuleo).
I risultati chirurgici sono estremamente positivi: l’impianto di protesi tramite il sistema robotico è infatti 3 volte più accurato rispetto alla tecnica manuale e permette un risparmio di sostanza ossea che si traduce in una duttilità maggiore della protesi stessa. Attualmente è inoltre allo studio anche la possibilità di eseguire impianti di una protesi totale tramite questa tecnica chirurgica.
“Questo strumento – spiega il dottor Roberto Nardacchione, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia del Ginocchio del Policlinico di Abano Terme – offre al chirurgo la soluzione per il trattamento di pazienti per i quali un tempo non vi erano cure adeguate.
La scoperta, che ha meritato le pagine di una rivista prestigiosa come Nature Cell Biology, chiarisce un meccanismo importante con cui le cellule cercano di sopravvivere in situazioni di carenza di nutrienti. A dimostrare per la prima volta al mondo questo meccanismo biologico fondamentale sono Luca Scorrano e Ligia Gomes, ricercatori dell’Istituto Telethon Dulbecco (Dti)* presso l’Istituto veneto di medicina molecolare di Padova. Lo studio potrebbe essere sfruttato per disegnare terapie in grado di aiutare cellule “sofferenti” a causa di svariate malattie degenerative, rare e genetiche come l’atrofia ottica dominante e la corea di Huntington, ma anche più diffuse come Parkinson e Alzheimer.
Da diversi anni Scorrano e il suo gruppo studiano i mitocondri, piccole strutture presenti in tutte le cellule dalla “doppia personalità”: normalmente sono deputati alla produzione di energia, ma quando le condizioni per la cellula si fanno critiche sono proprio loro a mandarle il segnale di suicidio, apoptosi in gergo tecnico. «È affascinante pensare come uno stesso elemento regoli nello stesso tempo l’approvvigionamento di energia, e quindi la vita e la morte», commenta Scorrano.
Cancro Discovery fornisce un punto unico per coloro che lavorano nel campo delle ricerche sul cancro. All’interno si trovano: recensioni, sintesi della ricerca da altre riviste, prospettive degne di nota, e notizie sul cancro.
Per chi ha un account su youtube è possibile sfruttare l’interattività con gli autori e si può ricevere per e-mail eventuali nuovi video inseriti. Ricordiamo che GIMBE è una organizzazione no-profit, fondata nel marzo 1996 con l’obiettivo di diffondere in Italia, attraverso iniziative di formazione, editoria e ricerca:
-Evidence-based Medicine (EBM), medicina basata sulle evidenze
-Evidence-based Health Care (EBHC), assistenza sanitaria basata sulle prove di efficacia
-Clinical Governance (CG), governo clinico
Un team di anestesisti francese ha sviluppato un sistema automatico di erogazione di propofolo e remifentanil durante gli interventi chirurgici. Il sistema è stato testato in un trial multicentrico che coinvolge 196 pazienti e i risultati sono stati riportati sulla rivista Anesthesia & Analgesia.
Il controller consente l’erogazione automatizzata dei due farmaci e mantiene i valori dell’indice bispettrale BIS nei confini prestabiliti durante l’anestesia generale. Il sistema è certamente migliore rispetto all’attuale gestione manuale (v. video).
La Hologic, Inc. (Hologic or the Company) uno dei principali sviluppatori, produttori e fornitori di prodotti per la diagnostica, sistemi di imaging medico chirurgici, ha annunciato di aver ricevuto l’approvazione dalla Food and Drug Administration (FDA) per il suo sistema digitale “Hologic Selenia” di tomosintesi al seno in 3D.
“La tomosintesi è uno strumento diagnostico che permette di studiare la mammella ‘a strati’ – conferma la dottoressa Barbara Pesce, responsabile del Centro di diagnostica Senologica della Clinica Paideia – dove appunto la mammella viene scomposta in tante immagini che poi, sovrapposte, ricostruiscono la figura della mammella nella sua completezza. Tutto questo si traduce in un grande vantaggio per i seni difficili da leggere – ad esempio nei seni densi – che possono così essere analizzati più specificamente e in dettaglio, svelando lesioni che nell’immagine d’insieme sarebbero altrimenti mascherate. Il risultato è che aumenta l’accuratezza diagnostica, in quanto possono essere individuate lesioni che risulterebbero ‘invisibili’ con l’esame tradizionale”.
I centri italiani che già utilizzano questa procedura diagnostica sono: Roma, presso la Clinica Paideia; Genova (Istituto Tumori), Torino (Molinette), Bolzano e Palermo.
Un team di ricercatori, guidato dall’oftalmologo Dr. Jayakrishna Ambati della University of Kentucky, ha scoperto un meccanismo molecolare coinvolto nella atrofia geografica, la principale causa di cecità incurabile nel mondo industrializzato.
Il team di Ambati ha scoperto che un accumulo di un tipo tossico di RNA, chiamato Alu RNA, induce le cellule della retina a morire nei pazienti con atrofia geografica. “Abbiamo scoperto che in pazienti con atrofia geografica, vi è una drammatica riduzione dell’enzima Dicer nella retina”. Sono state sviluppate due potenziali terapie: la prima riguarda l’aumento dei livelli dell’enzima Dicer nella retina, la seconda prevede il blocco Alu RNA utilizzando un farmaco.
L’atrofia geografica si manifesta attraverso l’insorgere di aree atrofiche nel polo posteriore dell’occhio. Queste aree atrofiche non sono altro che “isole” di cellule morte, depositate negli strati esterni della retina. Le persone colpite le percepiscono come macchie cieche nel campo visivo. Nelle fasi iniziali della AMD queste aree atrofiche sono tipicamente presenti proprio in prossimità del centro visivo e spesso il paziente neppure se ne accorge. Più tardi, però, man mano che le aree atrofiche si estendono fino ad attorniare completamente la fovea, si avrà un calo continuo della capacità visiva.
I meccanismi patologici che portano all’insorgere e all’estendersi delle aree atrofiche erano ancora del tutto sconosciuti prima di questo studio.
Ha ottenuto la conformità alle norme europee, con l’apposizione del marchio CE, la tecnologia BVS-Bioresorbable Vascular Scaffold, il primo e unico dispositivo completamente bioriassorbibile per il trattamento delle coronaropatie: una sorta di mini-gabbia che, inserita nelle arterie, ripristina il flusso sanguigno riaprendo i vasi ostruiti e sostenendone le pareti per poi dissolversi nel giro di due anni dall’impianto, evitando così al paziente la presenza di una protesi metallica permanente. Il materiale utilizzato è l’acido polilattico, usato per i punti per le suture in chirurgia.
“La concessione del marchio CE in Europa per il BVS rappresenta un significativo successo che premia gli eccellenti risultati osservati con l’uso di questo dispositivo – spiega Antonio Bartorelli, responsabile dell’Unità di Cardiologia interventistica del Centro Cardiologico Monzino di Milano -. La tecnologia BVS, che stiamo valutando per la prima volta in Italia nell’ambito dello studio ABSORB EXTEND, ha dimostrato di essere in grado di rivoluzionare il trattamento dei pazienti affetti da coronaropatia ostruttiva, , poiché fa quello che nessuno altro dispositivo coronarico medicato è capace di fare, ovvero dissolversi in maniera completa e potenzialmente ripristinare la funzione fisiologica del vaso, cosa che non è possibile con gli impianti metallici permanenti”.
Il colosso farmaceutico americano Johnson & Johnson ha annunciato una collaborazione con i medici del Massachusetts General Hospital per mettere a punto un test in grado di rilevare cellule cancerogene nel sangue.
L’esame rivelerebbe la presenza di cellule cancerogene, che si muoverebbero all’interno del sistema circolatorio a una velocità inferiore a quelle sane. “Questa nuova tecnologia è potenzialmente un esame del sangue facile da gestire e non invasivo che consentirebbe di isolare le cellule tumorali e analizzarle”, ha detto Robert McCormack, capo della divisione di Technology Innovation and Strategy di Veridex, controllata di Johnson & Johnson.
Una fonte di luce molto piccola e sensori al termine di un endoscopio possono fornire una metodologia molto precisa per identificare le cellule precancerose della mucosa dell’esofago.
Sviluppato dagli ingegneri biomedici della Duke University e testato con successo su pazienti durante un trial clinico presso l’Università del North Carolina a Chapel Hill (46 pazienti), il dispositivo promette di essere un metodo meno invasivo per i pazienti con sospetto esofago di Barrett.
Viene utilizzato un endoscopio per raggiungere l’esofago per via nasale, e vengono irradiate brevi sequenze di luce nei luoghi sospetti della malattia, dei sensori acquisiscono e analizzano la luce che viene riflessa dai tessuti. Interpretando la luce proveniente dallo strato, noto come epitelio è possibile stabilire le cellule sane e le cellule cancerose.
La tecnologia sviluppata per il rilevamento del cancro è nota come angolo-interferometria a bassa coerenza risolta (a / LCI). La tecnica è in grado di separare la luce riflessa dal nucleo e da altre parti della cellula e di fornire rappresentazioni dei suoi cambiamenti di forma in tempo reale.
Il dott. Neil Terry ha sottolineato che, poiché circa il 85 per cento di tutti i cancri iniziano all’interno degli strati dell’epitelio in varie parti del corpo, è possibile che il nuovo sistema funzioni anche nei tumori come quello del colon, trachea, della cervice o della vescica.
I ricercatori che hanno pubblicato i risultati sulla rivista “Gastroenterology” affermano che il dispositivo è in fase di approvazione e potrebbe essere disponibile in commercio già nel 2012.
Swissmedic, Istituto svizzero per gli agenti terapeutici di regolamentazione, ha autorizzato la Fase I / II pre clinica della lesione cronica del midollo spinale trattata con cellule staminali neurali.
Il processo si avvarrà STEMCELLS Inc.’s proprietario delle cellule staminali neurali purificate e sarà condotta presso l’Università di Zurigo Balgrist University Hospital, uno dei principali centri medici del mondo, per le lesioni del midollo spinale e la riabilitazione.
Altri studi sulle cellule staminali si sono concentrati sulla fase acuta, o all’inizio delle lesioni del midollo spinale, un periodo massimo di un paio di settimane dopo il trauma iniziale, quando le terapie farmacologiche possono portare a qualche recupero funzionale. Lo studio svizzero è significativo perché metterà alla prova la sicurezza del trattamento e il ripristino della mobilità durante il cronico, o nella fase più tardi. Attualmente non ci sono terapie farmacologiche per aiutare a ripristinare la funzione in questa fase.
Tre milioni di volumi in streaming di cui 300mila a pagamento scaricabili da oggi negli Usa, mentre nella primavera del 2011 anche in Italia.
E’ possibile accedere a tutti gli eBook in modalità wireless da un’unica posizione, ovunque uno si trovi.
Google eBooks memorizza la tua biblioteca in modo sicuro nel cloud digitale, il che significa che è possibile acquistare tutti i libri preferiti ovunque e leggerli ovunque, utilizzando praticamente qualsiasi dispositivo dotato di una connessione a Internet. Ogni volta che si apre uno dei libri, è possibile riprendere a leggerlo esattamente da dove era stato interrotto.
Google eBooks è compatibile con i cellulari Android, iPhone, iPad, gran parte dei browser web e molti eReader. Questo significa che è possibile iniziare a leggere sul proprio smartphone per poi proseguire la lettura sul proprio computer portatile e successivamente sul proprio tablet o in qualsiasi modo.
Una guida alla professionalità online per medici e studenti di medicina è questo lo scopo della pubblicazione fatta da: Australian Medical Association Council of Doctors-in-Training (AMACDT), the New Zealand Medical Association Doctors-in-Training Council (NZMADITC), the New Zealand Medical Students’ Association (NZMSA), and the Australian Medical Students’ Association (AMSA).
I social network, blog e altre forme di comunicazione on-line hanno creato nuove opportunità nel rapporto medico-paziente. I medici devono ponderare una serie di considerazioni quando mantengono una presenza online.
La guida prodotta fornisce alcune indicazioni pratiche per assistere medici e studenti di medicina per continuare a godere del mondo online, mantenendo degli standard professionali.